Politica

Regione Siciliana, si apre la corsa alla successione di Schifani

Mulè Minardo Valastro

La crisi politica alla Regione Siciliana entra in una nuova fase. Martedì, a Roma, è previsto un incontro tra il presidente Renato Schifani e il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, per discutere una possibile uscita concordata da Palazzo d’Orléans.

Schifani, che ha riunito la giunta senza rassegnare le dimissioni, avrebbe manifestato contrarietà alla decisione del partito di non sostenerne una nuova candidatura, comunicata dal commissario regionale Nino Minardo.

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Sul tavolo figurano due ipotesi: un accordo che preveda per Schifani una candidatura al Senato e il ritorno alle urne nella primavera del 2027, oppure una rottura politica con conseguenti dimissioni anticipate ed elezioni già a gennaio.

Intanto, all’interno del centrodestra, si intensifica il confronto sui possibili successori. Giorgio Mulè ha confermato la propria disponibilità a candidarsi, mentre cresce il peso politico di Nino Minardo. Entrambi i nomi incontrerebbero tuttavia perplessità nella Lega e in Fratelli d’Italia.

Il commissario regionale di FdI, Luca Sbardella, ha rivendicato il ruolo del partito nella scelta di Schifani dopo la presidenza Musumeci, sottolineando che un eventuale cambiamento degli equilibri potrebbe portare alla presentazione di candidature alternative. Sullo sfondo rimangono anche possibili accordi nazionali riguardanti le presidenze regionali.

Nel centrosinistra, intanto, circola il nome di Rosario Valastro, presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, quale possibile figura di riferimento per il campo largo, dove sarebbero già presenti altre quattro candidature.

Nel frattempo, la giunta regionale ha approvato il disegno di legge sulla trasparenza delle attività di rappresentanza degli interessi, predisposto dall’assessore Alessandro Dagnino. Il provvedimento prevede un registro pubblico e un’agenda degli incontri istituzionali.

Il Partito Democratico, attraverso il segretario regionale Anthony Barbagallo, ha criticato l’iniziativa, giudicandola tardiva.

La giunta ha inoltre revocato l’incarico di Mobility Manager ad Angelo Pizzuto, arrestato nell’ambito di un’inchiesta per corruzione, nominando al suo posto Carmen Madonia.


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