Cronaca

Ponte sullo Stretto, tre indagati nell’inchiesta della Procura di Roma

Ponte Stretto Messina

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati tre persone nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza episodi di corruzione collegati all’iter di verifica della delibera Cipess approvata nell’agosto 2025 relativa al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina. La notizia è stata resa nota dal procuratore capo Francesco Lo Voi.

Tra gli indagati figurano Tommaso Miele, 71 anni, già presidente aggiunto della Corte dei conti e collocato in quiescenza dallo scorso febbraio, l’imprenditore calabrese Vincenzo Viriglio, 65 anni, responsabile delle relazioni esterne dell’associazione “Accademia Calabria”, e Giacomo Francesco Saccomanno, 71 anni, ex componente del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina Spa, già sindaco di Rosarno e commissario della Lega in Calabria.

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Le contestazioni riguardano, a vario titolo, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione attiva e rivelazione di segreti d’ufficio. Nella giornata precedente i Carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici degli indagati tra Roma, Frosinone e la provincia di Reggio Calabria.

Secondo quanto riferito dalla Procura, Saccomanno e Viriglio avrebbero cercato di influenzare l’attività della magistratura contabile a favore della Stretto di Messina Spa, prospettando a Miele sostegno per future nomine in enti pubblici dopo il pensionamento. Gli investigatori ritengono inoltre che siano stati avviati contatti con altri magistrati considerati utili agli interessi del gruppo e che informazioni riservate siano state divulgate a terzi.

Miele, sempre secondo l’accusa, avrebbe fornito aggiornamenti sull’andamento delle procedure interne della Corte dei conti, condividendo elementi riservati relativi agli orientamenti dei magistrati e alle discussioni svolte in sede collegiale. Avrebbe inoltre manifestato disponibilità a predisporre una memoria nell’interesse della Stretto di Messina Spa, mostrando interesse per possibili incarichi di vertice presso l’Antitrust o società partecipate.

Figura di primo piano della magistratura contabile italiana, Miele ha ricoperto numerosi incarichi nel corso della sua carriera, tra cui la presidenza della Sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti per l’Abruzzo e funzioni di controllo su enti pubblici.

La Stretto di Messina Spa ha dichiarato la propria totale estraneità alla vicenda. L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha affermato: «Abbiamo appreso con sorpresa le notizie relative alle indagini. La società è completamente estranea ai fatti contestati e conferma la piena collaborazione con l’autorità giudiziaria. Proseguiremo nell’attuazione del progetto nel rispetto delle disposizioni normative e dei rilievi formulati dalla Corte dei conti».


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