Cronaca

Mazzarrà Sant’Andrea sciolto per infiltrazioni mafiose

Mazzarrà Sant'Andrea

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha disposto lo scioglimento del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea per infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. L’amministrazione comunale sarà sostituita per i prossimi 18 mesi da una commissione straordinaria, la cui nomina sarà formalizzata con decreto del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La decisione conclude il percorso avviato il 20 ottobre 2025, quando la prefetta di Messina, Cosima Di Stani, dispose un accesso ispettivo nominando una commissione d’indagine composta dal viceprefetto Carmelo Musolino, dal tenente colonnello della Direzione investigativa antimafia di Messina Vincenzo Letizia e dalla funzionaria della Prefettura Maria Cacciola. Il gruppo, affiancato da un nucleo investigativo interforze, ha esaminato per mesi gli atti amministrativi relativi alle ultime due amministrazioni comunali, dal 2017 a oggi, periodo in cui Carmelo Pietrafitta ha ricoperto la carica di sindaco. La relazione finale, i cui contenuti non sono stati resi pubblici, ha costituito il presupposto del provvedimento governativo.

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L’iter si inserisce nel contesto dell’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Messina del 29 luglio 2025, che ha coinvolto l’ex boss della cosca dei “mazzarroti” Carmelo Bisognano e gli imprenditori Antonino e Davide Giardina. Secondo l’accusa, Bisognano avrebbe continuato a esercitare un’influenza sulle attività economiche locali, con particolare riferimento al settore del movimento terra, tentando anche di orientare l’assegnazione di appalti pubblici attraverso contatti con gli uffici tecnici comunali. Dagli atti investigativi sarebbe inoltre emerso il suo interesse per l’ex discarica di contrada Zuppà e per le risorse destinate agli interventi sull’area.

Nel giugno scorso il Tribunale di Barcellona ha condannato Carmelo Bisognano a quattro anni e sette mesi di reclusione, Antonino Giardina a due anni e cinque mesi e Davide Giardina a due anni con pena sospesa per intestazione fittizia di beni. I giudici di primo grado non hanno invece riconosciuto l’aggravante mafiosa.

Per Mazzarrà Sant’Andrea si tratta del secondo scioglimento per infiltrazioni mafiose in poco più di dieci anni. Un precedente analogo risale al 13 ottobre 2015, quando una commissione prefettizia accertò forme di condizionamento della criminalità organizzata sugli organi amministrativi dell’ente, determinando il commissariamento fino alle elezioni comunali del 2017.


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