Politica

Caso via Arezzo, botta e risposta tra ex assessora e senatrice

Musolino Emergenza Abitativa

La vicenda dell’alloggio comunale di via Arezzo torna al centro del confronto pubblico attraverso dichiarazioni contrapposte. A intervenire è Loredana Mento, assegnataria dell’immobile insieme alla propria famiglia, che respinge le ricostruzioni circolate e attribuisce responsabilità alla precedente gestione amministrativa. «Sono stanca di leggere ricostruzioni insensate, pensate unicamente per scrollarsi di dosso responsabilità evidenti», afferma, ricostruendo una situazione che, a suo dire, si protrae dal 2020.

La donna riferisce di aver richiesto già durante il periodo pandemico verifiche sulle condizioni dell’abitazione, segnalando difficoltà legate agli spazi ridotti e alla presenza di infiltrazioni. «I miei figli erano costretti ad alternarsi tra una stanza e i gradini delle scale», dichiara, evidenziando anche il rischio di distacchi dal soffitto. Secondo quanto riportato, le richieste sarebbero rimaste senza esito, tra rinvii e interlocuzioni con diversi uffici.

CanaleSicilia

Tra gli episodi citati, la proposta di trasferimento in un altro alloggio, poi rifiutata dalla famiglia. «Mi dissero di accettare rapidamente, prima che gli ex inquilini rientrassero», riferisce, aggiungendo di aver escluso l’opzione per garantire condizioni ritenute più adeguate ai minori. Successivamente, segnala una convocazione ai servizi sociali per una valutazione sull’affido dei figli, circostanza che descrive come «paradossale».

Nel frattempo, sopralluoghi tecnici, compresi quelli dell’Asp, avrebbero confermato criticità strutturali dell’immobile. «Viviamo tra muffa, impianti elettrici instabili e caduta di calcinacci», afferma. La stessa Mento riferisce di essersi rivolta alla senatrice Dafne Musolino, sottolineando la rapidità dell’intervento: «È stata l’unica che, in due giorni, è venuta a verificare di persona».

Alla ricostruzione della famiglia replica l’ex assessora alle politiche sociali Alessandra Calafiore, che respinge le accuse e parla di «narrazione distorta». Secondo quanto dichiarato, «ogni adempimento previsto è stato avviato nei tempi dovuti» e alla famiglia sarebbe stata offerta una soluzione temporanea, poi rifiutata.

Calafiore sostiene inoltre che il caso fosse già noto alla senatrice Musolino in una precedente fase amministrativa, senza che fossero individuate soluzioni. «Parlare è semplice, fare molto meno», afferma, aggiungendo che il procedimento attualmente è in corso e destinato a concludersi.

Dafne Musolino

Sulla vicenda interviene anche la stessa Musolino, che contesta l’operato dell’amministrazione. «Le condizioni di vita sono proibitive, al limite della denuncia», dichiara, richiamando la relazione dell’Asp e sostenendo che, dal 2023, «nei fatti nulla è stato fatto».


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