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Messina, ricorsi elettorali: il Pd solleva dubbi sugli atti

Armando Hyerace

Il tema dei ricorsi elettorali continua a occupare il confronto politico a Messina, con particolare riferimento alla raccolta delle firme per le liste di Sud chiama Nord e alle conseguenze che l’esito dei procedimenti potrebbe determinare sull’amministrazione Basile-bis.

Il segretario provinciale del Partito Democratico, Armando Hyerace, ha sollevato interrogativi sulla sequenza degli atti regionali. L’11 marzo Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama Nord all’Ars, chiese chiarimenti al dipartimento Autonomie locali; la nota fu protocollata il 13 marzo e la risposta arrivò il 16. Secondo Hyerace, resta da chiarire perché il dipartimento abbia espresso un orientamento senza attendere il parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione, rimasto riservato durante le elezioni.

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«Qualcosa, nella sequenza e nelle tempistiche degli atti, non torna e deve essere spiegato», sostiene Hyerace, chiedendo inoltre se l’indirizzo fosse stato concordato con il presidente Renato Schifani, che all’epoca gestiva ad interim l’assessorato alle Autonomie locali. Il deputato regionale del Pd Calogero Leanza annuncia un’interrogazione urgente al Governo regionale per ottenere chiarimenti.

Alle contestazioni replica Pippo Lombardo di Sud chiama Nord, secondo il quale la ricostruzione del Pd non considera numerosi passaggi successivi, con il coinvolgimento delle Prefetture di Messina, Enna e Palermo e del Comune di Messina. Lombardo ricorda inoltre che il movimento aveva presentato una formale richiesta di accesso agli atti per conoscere anche il parere riservato.

Sul gruppo parlamentare all’Ars, Lombardo respinge infine l’ipotesi di una deroga discrezionale, richiamando l’articolo 23 del Regolamento interno e la decisione assunta dal Consiglio di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.


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