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Pensione a 64 anni, il Governo valuta nuove regole dal 2027

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Il Governo sta valutando una misura triennale per ampliare l’accesso alla pensione anticipata a 64 anni, prevedendo il calcolo dell’intero assegno con il sistema contributivo e una possibile riduzione dell’attuale soglia minima, fissata a 1.638,72 euro lordi mensili.

L’ipotesi è stata illustrata dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, intervenuto alla presentazione di una ricerca di Valore D sulla longevità lavorativa. La misura, prevista tra il 2027 e il 2029, potrebbe essere estesa anche a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e rientra nel sistema misto, a condizione di accettare il ricalcolo contributivo dell’intera pensione.

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Secondo le stime governative, la platea potrebbe raggiungere circa 80 mila persone nel primo anno e 180 mila nell’arco del triennio, con una spesa superiore a 1,6 miliardi annui e vicina ai cinque miliardi complessivi. Resta da definire il requisito contributivo, che potrebbe passare dagli attuali 20 a 25 anni.

«L’obiettivo che abbiamo è il ricambio generazionale», ha spiegato Durigon, precisando che si sta lavorando anche sulla soglia minima per agevolare alcune categorie, tra cui disoccupati e lavoratori fragili.

Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ricordando che negli ultimi sei anni gli occupati over 55 sono aumentati del 65%. «Vivere più a lungo non equivale automaticamente a poter lavorare più a lungo», ha osservato Fava.

La ricerca di Valore D indica tra le principali priorità dei lavoratori salari adeguati, stabilità contrattuale e ritmi sostenibili, con differenze tra baby boomers, generazione X e Millennial.


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