Fontanarossa chiuso, Barbagallo: «Serve un piano operativo»
La nuova chiusura dell’aeroporto di Catania a causa della cenere vulcanica dell’Etna riporta al centro dell’attenzione la gestione dei passeggeri e dei voli dirottati sugli altri scali siciliani. Sulla situazione interviene Anthony Barbagallo, segretario del Pd Sicilia e capogruppo Dem in commissione Trasporti alla Camera.
Secondo Barbagallo, da tre giorni migliaia di viaggiatori stanno affrontando cancellazioni, prenotazioni perse, trasferimenti e difficoltà nell’assistenza. Il deputato richiama inoltre la risposta fornita dal governo nazionale, una settimana fa, a un’interpellanza urgente riguardante l’adozione di piani operativi e sistemi di coordinamento.
«Non è cambiato nulla», afferma Barbagallo, sottolineando anche le carenze nei collegamenti infrastrutturali tra Fontanarossa e gli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani.
Il parlamentare richiama quindi il regolamento europeo 261/2004, sostenendo che continuerebbero a verificarsi violazioni da parte delle compagnie aeree nell’assistenza ai passeggeri in caso di variazione dello scalo di arrivo o partenza. In particolare, cita il trasferimento dei viaggiatori quando un volo diretto a Catania viene dirottato su Palermo.
Criticità vengono segnalate anche all’aeroporto di Comiso, dove, secondo Barbagallo, Ita non effettuerebbe ancora l’accettazione dei bagagli e i servizi di assistenza risulterebbero insufficienti quando aumenta il traffico per la chiusura di Fontanarossa.
Barbagallo sollecita un piano coordinato tra Mit, Sac, Regione e governo per organizzare treni, pullman e assistenza, con particolare attenzione a famiglie, anziani e persone con disabilità. «Salvini faccia il ministro dei Trasporti. Se non è in grado, com’è di tutta evidenza, si ritiri in Padania», conclude.
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