Pesca, sciopero a Lampedusa per l’aumento del costo del gasolio
La marineria delle Pelagie si ferma per una giornata di sciopero contro l’aumento dei costi del carburante. La protesta è stata proclamata dal Cogepa, il Consorzio di gestione della pesca artigianale di Lampedusa e Linosa, che rappresenta il 98% degli operatori locali.
Secondo il presidente Totò Martello, il prezzo del gasolio destinato alle imbarcazioni incide in maniera particolarmente pesante sull’attività dei pescatori dell’arcipelago. «In Sicilia ha un costo medio di 1,30-1,40 euro al litro, mentre alle Pelagie arriva fino a 1,80 euro, quasi il 30% in più», afferma Martello. Il prezzo varia in base ai quantitativi acquistati dal fornitore locale che, secondo il presidente del Cogepa, opera di fatto in regime di monopolio.
L’aumento dei costi si riflette direttamente sulle uscite in mare. «A ogni peschereccio servono fino a 700 euro di gasolio per trascorrere una notte in mare. Con quello che resta diventa difficile continuare l’attività», aggiunge Martello.
Tra le criticità segnalate dalla categoria figurano anche le imbarcazioni utilizzate dai migranti e successivamente disperse nei fondali attorno a Lampedusa. Secondo il Cogepa, i relitti possono provocare danni alle reti e alle attrezzature dei pescherecci.
Il Consorzio chiede quindi un confronto con la Regione. «È una situazione insostenibile per una comunità che, oltre al turismo, ha nella pesca una delle proprie fonti di sostegno. Chiediamo un incontro urgente con l’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino per discutere possibili misure a favore del comparto», conclude Martello.
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