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Gioiosa Marea, sette osservazioni al PRG sul futuro delle risorse idriche

Piano Regolatore

L’ingegnere Antonio Vincenti ha presentato sette osservazioni tecniche nell’ambito della fase di consultazione del nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) di Gioiosa Marea, allegando uno studio di fattibilità tecnico-economica dedicato alla resilienza del sistema di approvvigionamento idrico del versante di San Giorgio. La documentazione è stata trasmessa alla Regione Siciliana, al Comune di Gioiosa Marea e ad ARPA Sicilia come contributo conoscitivo, predisposto a titolo gratuito.

Il PRG rappresenta lo strumento urbanistico destinato a definire l’evoluzione del territorio nei prossimi anni, individuando le aree destinate a nuove edificazioni, servizi, strutture ricettive e infrastrutture, oltre a quelle soggette a tutela. La normativa prevede che, prima dell’approvazione definitiva, cittadini e professionisti possano formulare osservazioni e proposte.

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Le osservazioni depositate da Vincenti, certificato Esperto in Gestione dell’Energia (EGE), pongono al centro il tema della disponibilità delle risorse idriche, ritenuta una condizione essenziale per sostenere lo sviluppo urbanistico e turistico del territorio. Nel documento viene evidenziata la necessità di verificare l’effettiva disponibilità d’acqua, stimare il fabbisogno futuro e pianificare gli interventi indispensabili per assicurare un servizio efficiente.

Particolare attenzione viene riservata al versante di San Giorgio, dove da anni si registrano criticità legate alla rete idrica, tra cui cali di pressione, difficoltà di approvvigionamento durante il periodo estivo e segnalazioni di acqua salmastra.

Le sette osservazioni

1. Aggiornare i dati ambientali
Una parte dello studio ambientale utilizzato dal Piano si basa su dati ormai datati. Già nel 2023 ARPA Sicilia aveva chiesto un aggiornamento delle informazioni relative all’approvvigionamento idrico e ai depuratori, ma nella documentazione pubblicata non sarebbe immediatamente verificabile il recepimento di tali richieste. L’obiettivo è fare in modo che le decisioni sul futuro del territorio siano assunte sulla base di dati aggiornati.

2. Verificare se l’acqua sarà sufficiente in futuro
Il Piano afferma che le risorse idriche sono adeguate, ma non presenta un bilancio idrico che metta a confronto la disponibilità d’acqua con i consumi futuri, considerando anche il forte incremento della popolazione durante la stagione estiva. Viene quindi chiesto di verificare con dati concreti se la risorsa sarà realmente sufficiente a sostenere lo sviluppo previsto.

3. Valutare il rischio di salinizzazione delle falde
Poiché parte dell’approvvigionamento proviene da acquiferi costieri, viene chiesto di valutare il rischio che un eccessivo sfruttamento possa favorire l’ingresso dell’acqua marina nelle falde, compromettendone la qualità e riducendo nel tempo la disponibilità di acqua potabile.

4. Verificare la capacità delle infrastrutture prima di autorizzare nuovo sviluppo
Le osservazioni propongono che nuove abitazioni, alberghi e strutture turistiche vengano autorizzati solo dopo aver verificato che acquedotto e depuratori siano realmente in grado di sostenere il nuovo carico urbanistico, evitando che lo sviluppo del territorio proceda senza infrastrutture adeguate.

5. Pianificare fin da oggi le infrastrutture idriche del futuro
Lo studio di fattibilità propone una strategia complessiva per rafforzare il sistema idrico del versante di San Giorgio e renderlo più resiliente ai periodi di siccità e all’aumento della domanda estiva.
Tra le soluzioni analizzate figurano il potenziamento dell’attuale potabilizzatore di San Giorgio mediante una nuova linea di trattamento, l’incremento della capacità di accumulo dell’acqua e l’impiego di fonti di energia rinnovabile per ridurre i costi di gestione.
Particolare attenzione viene dedicata anche alla riduzione delle perdite della rete idrica, considerata una delle azioni più efficaci e sostenibili per aumentare la disponibilità della risorsa senza ricorrere immediatamente a nuovi prelievi.
Lo studio propone inoltre di introdurre nel nuovo Piano Regolatore criteri di sostenibilità idrica, favorendo il recupero e il riutilizzo delle acque meteoriche e delle acque reflue depurate per usi non potabili, come l’irrigazione del verde, il lavaggio di strade e piazzali e altri impieghi compatibili, così da ridurre il consumo di acqua potabile.

6. Aggiornare la tutela delle aree naturali
Le osservazioni evidenziano la necessità di aggiornare la Valutazione di Incidenza Ambientale alla luce degli strumenti di tutela oggi vigenti per le aree naturali interessate, assicurando che lo sviluppo urbanistico sia pienamente compatibile con la conservazione del patrimonio ambientale.

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7. Riesaminare alcune aree destinate all’edilizia pubblica
Infine viene chiesto di riesaminare alcune aree previste per edilizia residenziale pubblica e social housing che, secondo gli stessi studi geologici allegati al Piano, presenterebbero limitazioni d’uso. La proposta è valutare eventuali aree alternative già nella fase di pianificazione, evitando di rinviare tali verifiche al momento del rilascio dei permessi di costruire.

Lo studio allegato propone un approccio integrato che comprende la riduzione delle perdite della rete, il recupero e il riutilizzo delle acque per limitare il consumo di acqua potabile e il potenziamento delle infrastrutture esistenti. Come precisato nelle osservazioni, «l’obiettivo non è bloccare il nuovo Piano Regolatore», bensì contribuire a una pianificazione supportata da dati aggiornati e orientata a uno sviluppo sostenibile sotto il profilo tecnico, ambientale e infrastrutturale.

La documentazione:


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