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RSA siciliane, ricorsi contro la Regione per oltre 40 milioni di euro

Regione Siciliana

Le RSA siciliane tornano a chiedere alla Regione il riconoscimento delle somme legate alle riduzioni tariffarie applicate dopo il 2009. La questione riguarda oltre 40 milioni di euro di rimborsi richiesti da più di 50 società dell’Isola, con centinaia di dipendenti e migliaia di assistiti. A fine agosto sono stati avviati i primi ricorsi per il recupero dei crediti nei confronti dell’assessorato regionale alla Salute.

Al centro della controversia c’è anche una recente ordinanza della Corte di Cassazione, oltre al confronto con la categoria che, secondo le RSA, avrebbe dovuto svolgersi entro la fine di luglio.

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«Non intendiamo fare polemiche ma ormai siamo allo stremo», afferma Letterio Bello, vicepresidente del comparto socio-sanitario ACOP e delegato per la sezione RSA. Bello richiama anche l’aumento dei ricoveri ad alta intensità assistenziale e chiede all’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso il rispetto degli impegni relativi ai rimborsi e all’avvio dei tavoli di confronto.

L’avvocato Rosario Calanni Fraccono evidenzia che la Cassazione avrebbe chiarito il carattere temporaneo delle misure di contenimento della spesa sanitaria, circoscritte nel caso specifico al periodo 2007-2009, escludendo una loro proroga automatica negli anni successivi in assenza di una disposizione specifica.

La Suprema Corte ha accolto nei mesi scorsi il ricorso di una RSA contro una sentenza della Corte d’Appello di Catania del 2023, relativa al prolungamento del taglio del 5% delle tariffe riconosciute alle strutture private accreditate. La riduzione, introdotta durante il Governo Cuffaro e successivamente confermata dal Governo Lombardo con l’assessore Massimo Russo, era stata prevista come misura straordinaria per il triennio 2007-2009.


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