Attualità

L’UE e la giustizia sociale: La questione della diseguaglianza nell’UE

Gianluca Salpietro

di Gianluca Salpietro, Economista – Qualche sera fa il rettore di un ateneo universitario italiano e una giornalista italiana, ospiti assieme a un politico italiano in un noto programma televisivo italiano di politica e attualità, hanno affermato che secondo loro è in corso un fallimento dell’Unione Europea e una svolta verso il populismo dovuto all’aumento della diseguaglianza nell’UE e alla mancanza di giustizia sociale in una UE sempre più delle banche e le armi.

Vorrei soffermarmi in questo mio commentario, sull’affermazione che la diseguaglianza nell’UE sia aumentata negli ultimi anni, condividendo alcuni dati presi da Eurostat e dalla BCE, ossia fonti ufficiali di dati per l’UE, nel tentativo di gettare luce sulla questione e cercare di valutare se l’affermazione fatta corrisponda a realtà.

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Nella Tabella 1. sotto mostro il Coefficiente di Gini della ricchezza dei 20 paesi dell’Eurozona più l’Ungheria dalla prima osservazione comparabile disponibile dei dati BCE, al trimestre 4 del 2025 e la variazione tra questi due dati. Il Coefficiente di Gini della ricchezza misura quanto sia concentrata la ricchezza tra le unità economiche (cioè il nucleo familiare) e va da 0 a 100, con zero che rappresenta una distribuzione perfettamente egualitaria, cioè la ricchezza distribuita in maniera perfettamente uguale per tutti e 100 rappresentando una distribuzione perfettamente diseguale, cioè con l’unità economica più ricca che possiede il 100% della ricchezza. Inoltre, la ricchezza rappresenta in questo Coefficiente il patrimonio immobile e mobile delle famiglie meno le loro passività/debiti. Ecco uno specchietto su come interpretare il Coefficiente di Gini della ricchezza:

0–20 Distribuzione estremamente egualitaria: la ricchezza è distribuita in modo molto simile tra le famiglie; 20–30 Distribuzione molto egualitaria, 30–40 Distribuzione relativamente egualitaria;
40–50 Disuguaglianza moderata; 50–60 Disuguaglianza elevata; 60–70 Disuguaglianza molto elevata; 70–80 Disuguaglianza estremamente elevata / ricchezza fortemente concentrata; 80–90 Concentrazione eccezionalmente elevata; 90–100 Concentrazione quasi totale della ricchezza.

I dati forniti sono attendibili e comparabili tra i periodi e i paesi ma non includono purtroppo tutti i 27 paesi dell’UE. Inoltre, i Conti distributivi della ricchezza (DWA) in essi usati, costituiscono una costruzione statistica sperimentale, che integra i conti nazionali e apporta aggiustamenti all’Indagine sui bilanci e sui consumi delle famiglie (HFCS), che spesso forma la base per calcoli di Coefficienti di Gini della ricchezza. I più recenti dati DWA della BCE forniscono stime trimestrali del coefficiente di Gini della ricchezza fino al quarto trimestre del 2025; tuttavia, si basano su un
quadro statistico diverso da quello dei dati HFCS e non dovrebbero essere confusi tra loro.

Nonostante ciò, utilizzando per il Coefficiente di Gini della ricchezza qui presentato, i Conti distributivi della ricchezza della BCE (DWA) si dispone di dati sulla ricchezza notevolmente più aggiornati rispetto a quelli HFCS, benché ciò comporti una discontinuità metodologica rispetto alla serie del Coefficiente di Gini del reddito Eurostat qui sotto riportato. Inoltre, forniscono un Coefficienti di Gini della Ricchezza per i 20 paesi dell’Eurozona che è sufficiente a mio avviso per delineare a grandi linee la distribuzione della ricchezza per l’UE nel suo complesso,  considerando la disponibilità di dati il più recenti possibili utilizzabili.

Tabella 1. Coefficienti Gini della ricchezza zona Euro:

Area dell’euro 20: Primo Gini T1 2009 ≈72,0; Gini T4 2025 = 72,41; Variazione ≈+0,4
Austria: Primo Gini T4 2010 ≈78,0; Gini T4 2025 = 76,99; Variazione ≈−1,0
Belgio: Primo Gini T3 2010 ≈68,0; Gini T4 2025 = 68,48; Variazione ≈+0,5
Croazia: Primo Gini T2 2017 ≈74,0; Gini T4 2025 = 74,58; Variazione ≈+0,6
Cipro: Primo Gini T3 2010 ≈62,0; Gini T4 2025 = 60,70; Variazione ≈−1,3
Estonia: Primo Gini T2 2013 ≈68,0; Gini T4 2025 = 70,11; Variazione ≈+2,1
Finlandia: Primo Gini T4 2009 ≈64,0; Gini T4 2025 = 73,80: Variazione ≈+9,8
Francia : Primo Gini T4 2009 ≈66,5; Gini T4 2025 = 71,12; Variazione ≈+4,6
Germania: Primo Gini T1 2011 ≈75,0; Gini T4 2025 = 76,25; Variazione ≈+1,3
Grecia: Primo Gini T3 2009 ≈59,0; Gini T4 2025 = 61,88; Variazione ≈+2,9
Ungheria: Primo Gini T3 2014 ≈63,0; Gini T4 2025 = 63,80; Variazione ≈+0,8
Irlanda: Primo Gini T2 2013 ≈68,0; Gini T4 2025 = 63,35; Variazione ≈−4,7
Italia: Primo Gini T4 2010 ≈70,0; Gini T4 2025 = 72,20; Variazione ≈+2,2
Lettonia: Primo Gini T3 2017 ≈72,0; Gini T4 2025 = 73,18; Variazione ≈+1,2
Lituania: Primo Gini T4 2016 ≈ 65,0; Gini T4 2025 = 67,54; Variazione ≈+2,5
Lussemburgo: Primo Gini T4 2010 ≈ 67,0; Gini T4 2025= 68,25; Variazione ≈+1,3
Malta: Primo Gini T4 2010 ≈ 54,0; Gini T4 2025 = 56,90; Variazione ≈+2,9
Paesi Bassi: Primo Gini T4 2021 ≈ 71,0; Gini T4 2025 = 71,60; Variazione ≈+0,6
Portogallo: Primo Gini T2 2010 ≈ 67,0; Gini T4 2025 = 70,11: Variazione ≈+3,1
Slovacchia: Primo Gini T3 2010 ≈58,0; Gini T4 2025 = 55,62; Variazione ≈−2,4
Slovenia: Primo Gini T4 2010 ≈61,0; Gini T4 2025 = 62,53; Variazione ≈+1,5
Spagna: Primo Gini T4 2011 ≈65,0; Gini T4 2025 = 67,19; ≈+2,2

Fonte: Banca centrale europea (BCE), Distributional Wealth Accounts (DWA), coefficiente di Gini della ricchezza netta delle famiglie, dati trimestrali. (T = Trimestre) (≈ = Valore approssimativo)

La Tabella 1. mostra che il Coefficiente di Gini della ricchezza nei 20 paesi dell’Eurozona complessivamente è aumentato leggermente (+0,4 ossia +0,56%) ed è rimasto fino al 2025 ad un livello sostanzialmente invariato dal 2009 e cioè, purtroppo, con Disuguaglianza estremamente elevata / ricchezza fortemente concentrata.

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Sotto, nella Tabella 2. invece mostro i dati Eurostat del Coefficiente di Gini del reddito dei 27 paesi UE dal 2010 al 2025 in periodi di cinque anni. Questo Coefficiente misura come è distribuito il reddito tra la popolazione e va anch’esso da 0 a 100. Questo dato darebbe un confronto più rigoroso e direttamente comparabile della ricchezza con dati sul Coefficiente di Gini della ricchezza calcolati sulla base dei dati HFCS rispetto a quelli calcolati sulla base dei DWA, per osservare come siano cambiate, nello stesso periodo, sia la disuguaglianza dei redditi sia quella della ricchezza.

Questo, perché è basato sugli stessi dati del HFCS. Ma i dati HFCS non sono disponibili né per tutti i paesi UE-27 né per anni successivi al 2021. Visto però che questi due coefficienti misurano dimensioni della diseguaglianza diversi, reputo che questo svantaggio sia accettabile per il mio scopo e per poter usufruire di dati il più possibile aggiornati. Ecco uno specchietto su come interpretare il Coefficiente di Gini del reddito:

0–20 Distribuzione estremamente egualitaria;
20–25 Distribuzione molto egualitaria;
25–30 Disuguaglianza relativamente contenuta;
30–35 Disuguaglianza moderata;
35–40 Disuguaglianza elevata;
40–45 Disuguaglianza molto elevata;
45–50 Disuguaglianza estremamente elevata;
50–60 Disuguaglianza eccezionalmente elevata;
60–100 Concentrazione estrema del reddito.

Faccio notare che non è corretto confrontare direttamente il valore assoluto del Coefficiente di Gini del reddito con quello della ricchezza come se fossero la stessa variabile. Il fatto che nell’Area dell’euro il Gini della ricchezza sia circa 72 mentre quello del reddito sia circa 30 riflette anche la diversa natura delle due distribuzioni: la ricchezza è uno stock accumulato, mentre il reddito è un flusso misurato su un periodo, normalmente un anno. Anche per questo reputo che lo svantaggio indicato sopra di avere due serie non direttamente comparabili per quadro statistico sia accettabile per i miei scopi.

Tabella 2. Coefficiente di Gini del reddito nell’UE-27 2010-2025:

2010: 30,5; 2015: 30,8; 2020: 30,0; 2025: 29,2

Fonte: Eurostat, Gini coefficient of equivalised disposable income, dataset ilc_di12. Il coefficiente di Gini è espresso su una scala da 0 a 100.

Il Gini del reddito dell’UE-27 è passato da 30,5 nel 2010 a 29,2 nel 2025, una diminuzione di 1,3 punti di Gini, pari a circa −4,3% rispetto al valore del 2010. Questo indica una lieve diminuzione della diseguaglianza nella distribuzione del reddito tra la popolazione nell’UE-27 complessivamente ossia da Disuguaglianza moderata a Disuguaglianza relativamente contenuta.
Il modo più utile per sintetizzare il confronto è quindi il seguente:

Tabella 3. Le due serie a confronto:

Coefficiente di Gini del reddito nell’UE-27 – Misura Prima osservazione: 30,5 (2010) Ultima osservazione: 29,2 (2025)
Coefficiente di Gini della ricchezza nell’Area dell’euro 20 – Misura Prima osservazione: ≈72,0 (T1 2009); Ultima osservazione: 72,41 (T4 2025)

Quello che emerge da questa breve analisi sulla base di alcuni dati ufficiali è che la diseguaglianza complessivamente nell’UE/Eurozona dal 2009/2010 al 2025 non è variata in maniera significativa.

Nel complesso, questi dati indicano che una modesta riduzione della diseguaglianza dei redditi non si è tradotta in una analoga riduzione della concentrazione della ricchezza. Ne emerge quindi una distinzione importante tra diseguaglianza delle risorse correnti e diseguaglianza delle risorse patrimoniali accumulate. Un miglioramento del Gini del reddito non implica necessariamente un miglioramento equivalente della diseguaglianza, perché questa dipende anche dalla distribuzione della ricchezza e da altri fattori che il Gini del reddito non cattura.

L’ultimo passaggio adesso è di presentare i dati del Coefficiente di Gini del reddito per singolo paese dell’UE-27 che mostra assieme alla Tabella 1. la divergenza esistente tra paesi dell’UE nei
due coefficienti. Oltre a fare qui notare questo fatto, sotto farò anche qualche cenno sull’Italia.

Questi dati li presento nella Tabella 4. sotto.

Tabella 4. Coefficiente di Gini del reddito nell’UE-27 — 2010 – 2025:

UE-27 – 2010: 30,5; 2015: 30,8; 2020: 30,0; 2025: 29,2; Variazione 2010–2025: −1,3
Area dell’euro 20 – 2010: 30,7; 2015: 30,7; 2020: 30,2; 2025: 29,9; Variazione 2010–2025: −0,8
Austria – 2010: 28,3; 2015: 27,2; 2020: 27,0; 2025: 27,4; Variazione 2010–2025: −0,9
Belgio – 2010: 26,6; 2015: 26,2; 2020: 25,3; 2025: 23,4; Variazione 2010–2025: −3,2
Bulgaria – 2010: 33,2; 2015: 37,0; 2020: 40,0; 2025: 37,7; Variazione 2010–2025: +4,5
Croazia – 2010: 31,6; 2015: 30,4; 2020: 28,3; 2025: 28,5; Variazione 2010–2025: −3,1
Cipro – 2010: 30,1; 2015: 33,6; 2020: 29,3; 2025: 31,2; Variazione 2010–2025: +1,1
Cechia – 2010: 24,9; 2015: 25,0; 2020: 24,2; 2025: 24,0; Variazione 2010–2025: −0,9
Danimarca – 2010: 26,9; 2015: 27,4; 2020: 27,3; 2025: 28,2; Variazione 2010–2025: +1,3
Estonia – 2010: 31,3; 2015: 34,8; 2020: 30,5; 2025: 30,9; Variazione 2010–2025: −0,4
Finlandia – 2010: 25,4; 2015: 25,2; 2020: 26,5; 2025: 27,1; Variazione 2010–2025: +1,7
Francia – 2010: 29,8; 2015: 29,2; 2020: 29,2; 2025: 30,4; Variazione 2010–2025: +0,6
Germania – 2010: 29,3; 2015: 30,1; 2020: 30,5; 2025: 30,1; Variazione 2010–2025: +0,8
Grecia – 2010: 32,9; 2015: 34,2; 2020: 31,4; 2025: 31,6; Variazione 2010–2025: −1,3
Ungheria – 2010: 24,1; 2015: 28,2; 2020: 28,0; 2025: 29,5; Variazione 2010–2025: +5,4
Irlanda – 2010: 30,7; 2015: 29,7; 2020: 27,6; 2025: 27,2; Variazione 2010–2025: −3,5
Italia – 2010: 31,7; 2015: 32,4; 2020: 32,5; 2025: 31,0; Variazione 2010–2025: −0,7
Lettonia – 2010: 35,9; 2015: 35,4; 2020: 34,5; 2025: 35,6; Variazione 2010–2025: −0,3
Lituania – 2010: 37,0; 2015: 37,9; 2020: 35,1; 2025: 35,5; Variazione 2010–2025: −1,5
Lussemburgo – 2010: 27,9; 2015: 28,5; 2020: 31,2; 2025: 30,5; Variazione 2010–2025: +2,6
Malta – 2010: 28,6; 2015: 28,1; 2020: 30,3; 2025: 29,2; Variazione 2010–2025: +0,6
Paesi Bassi – 2010: 25,5; 2015: 26,7; 2020: 28,2; 2025: 25,9; Variazione 2010–2025: +0,4
Polonia – 2010: 31,1; 2015: 30,6; 2020: 27,2; 2025: 24,9; Variazione 2010–2025: −6,2
Portogallo – 2010: 33,7; 2015: 34,0; 2020: 31,2; 2025: 30,9; Variazione 2010–2025: −2,8
Romania – 2010: 33,5; 2015: 37,4; 2020: 33,8; 2025: 27,3; Variazione 2010–2025: −6,2
Slovacchia – 2010: 25,9; 2015: 23,7; 2020: 20,9; 2025: 23,0; Variazione 2010–2025: −2,9
Slovenia – 2010: 23,8; 2015: 24,5; 2020: 23,5; 2025: 24,6; Variazione 2010–2025: +0,8
Spagna – 2010: 33,5; 2015: 34,6; 2020: 32,1; 2025: 30,8; Variazione 2010–2025: −2,7
Svezia – 2010: 25,5; 2015: 26,7; 2020: 26,9; 2025: 28,6; Variazione 2010–2025: +3,1

Fonte: Eurostat, Gini coefficient of equivalised disposable income, dataset ilc_di12.

Il dato 2025 proviene dalla più recente pubblicazione Eurostat Key figures on European living conditions – 2026 ed.

Come si può vedere dalla Tabella 4. sopra, per l’Italia il Coefficiente di Gini del reddito tra il 2010 e il 2025 è sceso di -0,7 punti ossia del 2,2%, indicando una distribuzione più egualitaria del reddito in Italia tra il 2010 ed il 2025 rimanendo però con Disuguaglianza moderata. Questo, a differenza del Coefficiente di Gini della ricchezza per l’Italia che, come mostra la Tabella 1. è aumentato di +2,2 punti ossia del 3,1%, indicando quindi un aumento di diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza in Italia tra il 2010 ed il 2025, rimanendo durante tutto il periodo con Disuguaglianza estremamente elevata / ricchezza fortemente concentrata, come per l’intera Eurozona. Per valutare la dinamica della diseguaglianza in Italia tra il 2010 e il 2025, vale lo stesso discorso della dinamica per l’UE indicato sopra, dato che anche per l’Italia il coefficiente per il reddito è diminuito, mentre quello per la ricchezza è aumentato.

Ma il mio obiettivo per questa analisi è quello di valutare se ciò che hanno affermato in tv riguardo l’aumento della diseguaglianza nell’UE nel suo complesso come ragione del suo presunto fallimento e la sua svolta verso il populismo rappresenti la realtà dei fatti. La mia risposta in questo caso è negativa, almeno sulla base dei dati oggettivi qui presentati per il periodo 2010 – 2025, periodo durante il quale la diseguaglianza nell’UE non è variata o aumentata significativamente, quindi non supportando, a mio parere, la conclusione che ci sia stato un aumento della
diseguaglianza nell’UE negli ultimi anni tale da poter di per sé causare per questo un fallimento dell’UE. Questo benché la diseguaglianza nella ricchezza sia rimasta a livelli estremamente elevati almeno sin dal 2010, perlomeno per quanto riguarda l’Eurozona, il che potrebbe rappresentare un fattore più rilevante per spiegare possibili tensioni sociali nell’UE rispetto al fatto, qui  confutato, che la diseguaglianza nell’UE sia aumentata negli ultimi anni in maniera tale da creare per questo il suo fallimento.

Faccio notare però, l’analisi qui contenuta è indicativa solamente. Per fornire un’analisi più conclusiva si dovrebbero trovare per esempio dati comparabili negli anni e tra paesi, come quelli
qui usati ma completi per tutti i paesi dell’UE-27 del Coefficiente di Gini della ricchezza con osservazioni per anni intermedi. Oppure si potrebbero analizzare periodi di tempo alternativi.

Inoltre, si potrebbero controllare uno per uno i dati che ho presentato, dato che li ho richiamati con l’uso dell’IA. Reputo però, che essendo questi dati già da molti anni facilmente disponibili nei
database socioeconomici istituzionali, c’è un’alta probabilità che essi siano riportati correttamente, nel senso che essi sono quelli effettivamente riportati nei database ufficiali, anche se richiamati dall’autore con l’uso dell’IA.

Credo inoltre, benché senza aver fatto uno studio approfondito ma solo sulla base di mie conoscenze e informazioni facilmente disponibili, che alcuni dei fattori più rilevanti nello spiegare la crisi dell’UE e la sua svolta al populismo vadano cercati nella crisi migratoria percepita o reale che sia, la bassa crescita economica dell’UE nell’ultimo decennio almeno, la recente tendenza alla deindustrializzazione nell’UE specialmente nel settore auto e generalmente la maggiore competizione economica proveniente dall’Est oltre che le tensioni geopolitiche, energetiche, sanitarie e climatiche degli ultimi anni.

Infine, menziono che la trattazione dell’argomento della diseguaglianza deve necessariamente essere più ampia ed articolata del semplice discorso della distribuzione del reddito e della ricchezza. Ma rimando questa discussione da parte mia a miei eventuali futuri commentari.


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