Caccia nel Nisseno, segnalate chat per avvisare dell’arrivo delle guardie
Italia Nostra, Legambiente e WWF Sicilia Centrale hanno rivolto un appello alle autorità della provincia di Caltanissetta chiedendo il rafforzamento della vigilanza faunistico-venatoria e dei controlli contro il bracconaggio. La richiesta è stata presentata in occasione dell’apertura generale della stagione venatoria 2026-2027.
Secondo le associazioni, già dall’avvio dell’attività il 5 settembre, in regime di pre-apertura, sarebbero giunte numerose segnalazioni da residenti e frequentatori delle aree agricole riguardanti violazioni delle distanze di sicurezza durante il tiro e inosservanza delle norme sulla caccia. Una situazione che, sostengono le organizzazioni, si riproporrebbe annualmente con il mancato rispetto di divieti e limitazioni previsti dal Calendario venatorio regionale.
Nella nota trasmessa a Prefetto, Questore, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Ripartizione Faunistico Venatoria, Libero Consorzio comunale e Procure di Caltanissetta e Gela viene segnalata anche la presenza di incursioni nei Demani forestali, nei Siti della Rete Natura 2000 e nelle Riserve naturali.
Le associazioni riferiscono inoltre dell’esistenza di gruppi organizzati che utilizzerebbero persone con funzioni di “sentinella” e sistemi di messaggistica per comunicare l’arrivo degli organi di controllo. «Risulta, in proposito, che esistono apposite “chat room” sulle più note applicazioni di messaggistica istantanea gratuita, come WhatsApp, con le quali i cacciatori si scambiano messaggi e comunicazioni quando vengono avvistate Guardie venatorie che effettuano controlli», si legge nel documento.
Italia Nostra, Legambiente e WWF evidenziano anche la presenza nel Nisseno di centinaia di cacciatori provenienti da altre province, soprattutto da Catania, favorita dalla vastità delle aree di caccia e dai collegamenti viari.
Maria Selina Castello, Gaetano Paladino ed Ennio Bonfanti, presidenti delle rispettive organizzazioni locali, richiamano infine la mancata riattivazione, da dodici anni, del servizio di vigilanza venatoria dell’ex Provincia, esternalizzato fino al 2014. Le associazioni chiedono quindi un impiego coordinato delle risorse disponibili nelle giornate di caccia, richiamando la legge 157/1992, la Strategia nazionale per la tutela della biodiversità, il Piano d’Azione Nazionale contro gli illeciti sugli uccelli selvatici e l’articolo 9 della Costituzione.
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