Messina, presentato a Palazzo Zanca il Centro per la Giustizia Riparativa
Messina ha un nuovo Centro per la Giustizia Riparativa, struttura territoriale nata dalla collaborazione tra il Comune e l’Associazione Spondé ETS e gestita attraverso un modello di amministrazione condivisa. Il progetto è stato presentato a Palazzo Zanca nel corso di un convegno dedicato alle funzioni e alle prospettive del nuovo presidio.
Il Centro punta a creare una rete stabile tra istituzioni, magistratura, avvocatura, servizi sociali, Università di Messina, mediatori e comunità, sviluppando percorsi che coinvolgano vittime, autori di reato e territorio. L’iniziativa si colloca nel quadro delineato dalla riforma Cartabia, che ha attribuito maggiore rilievo agli strumenti della giustizia riparativa.
Il sindaco Federico Basile ha sottolineato l’obiettivo di affrontare le conseguenze del reato favorendo il reinserimento della persona nella comunità. La presidente della Corte d’Appello, Concetta Maiore, ha richiamato la funzione rieducativa della pena e la necessità di definire un protocollo operativo. Sulle possibili applicazioni della giustizia riparativa sono intervenute anche la procuratrice aggiunta Assunta Musella e le presidenti dei Tribunali di Messina, per i Minorenni e di Sorveglianza, Olga Tarzia, Maria Francesca Pricoco e Francesca Arrigo.
Un ruolo specifico sarà svolto dall’Università di Messina. La rettrice Giovanna Spatari ha annunciato l’avvio di un percorso di selezione e formazione e di un master destinato ai mediatori esperti.
Nel corso dell’incontro sono stati inoltre illustrati organizzazione, funzioni e modalità operative del Centro. L’assessora alle Politiche sociali Alessandra Calafiore ha evidenziato il lavoro svolto per costruire una rete territoriale orientata all’ascolto, alla responsabilizzazione e alla ricostruzione delle relazioni.
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