Bambino di 18 mesi nel carcere di Gazzi, appello del Codacons
Un bambino di 18 mesi vive con la madre detenuta nella Casa circondariale di Gazzi, a Messina. Sulla vicenda interviene il Codacons, che si unisce all’appello dei garanti dei detenuti di Palermo, Messina e Siracusa rivolto alla magistratura di sorveglianza, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Tribunale per i Minorenni.
L’associazione chiede di valutare con urgenza le soluzioni previste dalla normativa, tra cui l’eventuale trasferimento in un Istituto a custodia attenuata per detenute madri (ICAM) o, qualora sussistano i presupposti, in una casa famiglia protetta.
«La posizione giudiziaria della madre e quella del bambino devono essere tenute distinte – afferma il vicepresidente regionale del Codacons Bruno Messina –. Il minore non ha commesso alcun reato e le istituzioni devono esaminare tutte le possibilità consentite dalla legge per garantirgli un ambiente adeguato alla sua età».
Secondo i dati del Ministero della Giustizia, al 31 maggio 2026 nelle carceri italiane erano presenti 25 madri detenute con 30 figli al seguito. Il Codacons evidenzia inoltre che al 31 marzo risultava già una madre con un figlio nella struttura penitenziaria messinese.
Il segretario nazionale Francesco Tanasi richiama l’articolo 31 della Costituzione e la legge 62 del 2011, sottolineando la necessità di contemperare l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari con la tutela dei minori.
Gli ICAM risultano presenti a Torino, Milano, Venezia, Cagliari e Lauro, mentre nessuna struttura è indicata in Sicilia. Il Codacons chiede quindi alla Regione Siciliana, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di valutare la realizzazione nell’Isola di strutture idonee per detenute madri con figli piccoli.
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