Caro-Gasolio, trasporti, agricoltura e pesca verso la mobilitazione
Il caro gasolio spinge verso la mobilitazione diversi comparti produttivi siciliani. Gli autotrasportatori escludono, almeno per il momento, il blocco dei porti, ma annunciano il fermo dei mezzi dal 15 al 20 ottobre. A confermarlo è Salvatore Bella, coordinatore del Comitato degli autotrasportatori siciliani, dopo il mancato accordo con l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò sul decreto contro il caro-carburanti.
«Con il gasolio a 2 euro e 40 non possiamo più mettere in moto i nostri camion», afferma Bella, spiegando che i mezzi resteranno nei piazzali in attesa di una soluzione. Secondo gli operatori, i 15 milioni messi a disposizione dal governo Schifani non sarebbero sufficienti. Contestata anche la formula ipotizzata dall’assessorato, che prevede in parte contributi fino a 50 mila euro per azienda in regime di “super de minimis” e in parte interventi in deroga alle norme comunitarie sulla concorrenza.
Sul fronte agricolo, Agrisat minaccia invece il blocco dello scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Il presidente Franco Calderone denuncia l’assenza di risposte alle richieste avanzate alla Regione e riferisce di avere chiesto, senza esito, un incontro con l’assessore Luca Sammartino e il presidente Renato Schifani.
Anche la pesca siciliana prepara iniziative. La Federazione degli armatori aderirà alla protesta nazionale del 22 ottobre, alla quale avrebbero già dato disponibilità 43 marinerie italiane. In Sicilia si ipotizza una manifestazione nello Stretto di Messina insieme ai pescatori calabresi, con circa cento pescherecci.
La Cna Sicilia, infine, chiede a governo regionale e Assemblea uno stanziamento di 100 milioni di euro nella manovra correttiva per sostenere le imprese alle prese con l’aumento dei costi energetici e del carburante.
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