Sant’Angelo di Brolo, sindacati chiedono risposte e misure urgenti
La Cisl Fp Messina ha rivolto un formale atto di accusa al Comune di Sant’Angelo di Brolo per la mancata trasformazione dei contratti da part-time a tempo pieno e per il blocco della contrattazione integrativa, ferma al 2018. Secondo la sigla sindacale, l’ente non ha avviato le procedure previste dall’art. 3, comma 101, della legge 244/2007, pur sussistendo margini assunzionali considerati compatibili alla luce delle oltre venti cessazioni registrate negli ultimi dieci anni.
La Cisl Fp contesta inoltre la violazione dell’art. 53, comma 2, del CCNL 2016-2018, che fissa al 25% la quota massima di rapporti part-time sulla dotazione organica per ciascuna categoria, e segnala l’assenza di un piano di riequilibrio del personale. Il sindacato descrive sovraccarico di lavoro per il personale in servizio, riduzione degli orari e ricorso a prestazioni non retribuite per garantire i servizi ai cittadini; definisce la situazione «grave e inaccettabile».
Rilevata anche «l’inspiegabile inerzia» dell’Amministrazione nel riattivare la contrattazione integrativa, la Cisl sollecita l’applicazione dell’art. 40 del D.Lgs. 165/2001 e del CCNL di categoria per ripristinare adeguamenti salariali e indennità accessorie. La richiesta formale comprende la trasformazione immediata dei contratti per il personale stabilizzato, la convocazione urgente del tavolo di contrattazione per le annualità arretrate dal 2018 e la regolamentazione degli istituti non corrisposti.
Il sindacato chiede infine «trasparenza assoluta» sui criteri di distribuzione dell’orario e avverte che, in assenza di risposte, intraprenderà «tutte le azioni opportune» a tutela dei lavoratori e della legalità.
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