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Carburanti, anche Ip introduce un tetto ai prezzi dopo Eni

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Dopo Eni, anche Italiana Petroli interviene sul costo dei carburanti. Socar, società di Stato dell’Azerbaigian che controlla Ip, ha annunciato l’introduzione di un limite massimo ai prezzi di vendita, aderendo all’appello rivolto dal governo alle compagnie del settore.

La misura partirà dal marchio Ip e sarà applicata progressivamente, con valori definiti sulla base delle diverse esigenze. Socar valuterà inoltre l’estensione del meccanismo alle stazioni Esso e agli altri operatori della filiera riforniti da Ip. La società ha spiegato di voler conciliare il contenimento dei prezzi con la tutela della rete distributiva, composta da migliaia di operatori.

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La decisione arriva a 48 ore dall’annuncio di Eni, che per 30 giorni, con possibilità di proroga fino alla fine dell’anno, applicherà nelle stazioni Enilive un tetto di 2,19 euro al litro per il diesel e di 1,99 euro per la benzina.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’iniziativa di Socar «un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato i contatti avuti a settembre con il presidente di Socar Rovshan Najaf, mentre il ministro Adolfo Urso ha richiamato il partenariato strategico tra Italia e Azerbaigian.

Il governo sta inoltre lavorando a ulteriori interventi per lavoratori e nuclei a basso reddito, mentre è già stato previsto un credito d’imposta per gli autotrasportatori.

Restano, tuttavia, le proteste delle categorie maggiormente esposte all’aumento dei costi. Unica Taxi Filt Cgil e Uiltrasporti hanno chiesto un incontro al governo e, in assenza di risposte, prospettano un possibile fermo del servizio.


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