Specializzanda morta a Barcellona Pozzo di Gotto, indagato un 29enne
Una specializzanda palermitana di 31 anni, Jasmine Chouwdhury, è stata trovata morta nella propria abitazione di Barcellona Pozzo di Gotto, dove viveva da tempo. La giovane studiava al Policlinico di Messina. Sul decesso sono in corso accertamenti coordinati dalla Procura.
Al momento della tragedia nell’appartamento si trovava anche un ragazzo di 29 anni, originario di Brindisi, che avrebbe conosciuto la donna circa un mese fa attraverso i social. L’uomo, in cura al Sert da diversi anni, era arrivato a Barcellona Pozzo di Gotto una decina di giorni prima e avrebbe dovuto ripartire il 5 ottobre. È stato lui a dare l’allarme nel pomeriggio.
Secondo quanto riferito agli investigatori dal ventinovenne, la giovane avrebbe assunto oppioidi prima di accusare il malore. Nel corso del sopralluogo, i Carabinieri hanno rinvenuto nell’abitazione flaconi di metadone, morfina e Midazolam-Hameln, farmaco utilizzato anche in ambito ospedaliero dagli anestesisti. L’appartamento è stato posto sotto sequestro.
Il titolare delle prescrizioni per il metadone nell’ambito della terapia seguita, è stato iscritto nel registro degli indagati. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la provenienza e l’eventuale utilizzo delle sostanze rinvenute, verificando anche se tra i due vi sia stata una condivisione o una cessione.
La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della trentunenne, che sarà eseguita nei prossimi giorni al Policlinico di Messina. Sequestrati anche i telefoni cellulari della vittima e del ventinovenne, che saranno esaminati nell’ambito delle indagini.
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