Maltrattamenti ai disabili, inchiesta sul Centro Anffas di Modica
Due persone agli arresti domiciliari, cinque operatori sospesi dall’attività e tredici indagati. È il quadro dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Ragusa sui presunti maltrattamenti ai danni di persone con disabilità psichiche e neurologiche ospitate nel Centro diurno Anffas di Modica, struttura che nel frattempo è stata chiusa.
Tra i destinatari degli arresti domiciliari figurano il presidente di Anffas Modica, Giovanni Provvidenza, indicato come garante della struttura, e un operatore. Per altre cinque persone il Gip di Ragusa ha disposto il divieto di esercitare la professione e di svolgere attività di assistenza nei confronti di soggetti fragili. Altri sei operatori risultano indagati senza l’applicazione di misure cautelari. Le ipotesi di reato contestate, a vario titolo, riguardano maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione infermieristica.
L’attività investigativa, condotta dai carabinieri del Nas di Ragusa con il supporto dell’Arma territoriale, ha avuto origine da un’ispezione ordinaria durante la quale erano state rilevate irregolarità organizzative. Gli accertamenti hanno successivamente riguardato episodi collocati tra dicembre 2025 e febbraio 2026.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all’interno del centro si sarebbero verificate ripetute condotte vessatorie e umilianti nei confronti degli ospiti. Le contestazioni comprendono presunte aggressioni fisiche, tra cui schiaffi, pugni, spinte e calci, oltre a urla, minacce e altri comportamenti verbalmente offensivi. La Procura attribuisce a due indagati la diretta responsabilità delle condotte violente, mentre ad altri viene contestato di non essere intervenuti e di non avere segnalato quanto sarebbe avvenuto.
L’indagine ha interessato anche la gestione sanitaria. Gli investigatori avrebbero documentato la somministrazione di terapie farmacologiche da parte di personale privo delle necessarie abilitazioni professionali, in assenza di infermieri. Ulteriori criticità sono state riscontrate sotto il profilo igienico-sanitario, con il rinvenimento di roditori all’interno di sacchi di iuta contenenti dolciumi destinati agli ospiti.
Sulla vicenda sono intervenute Anffas Nazionale e Anffas Sicilia con una nota congiunta. Le organizzazioni, richiamando il rispetto della presunzione di innocenza e dell’attività della magistratura, hanno preso «la più netta distanza dai comportamenti contestati», definiti incompatibili con valori, principi e mission associativa.
Il presidente di Anffas Sicilia, Antonio Costanza, intervistato da “Sanità Informazione”, ha dichiarato: «Se i fatti saranno confermati, colpiscono l’essenza stessa di Anffas», ricordando che l’associazione nacque nel 1958 per iniziativa delle famiglie delle persone con disabilità.
Anffas ha inoltre comunicato l’avvio delle procedure per la decadenza da incarichi e rapporti associativi delle persone coinvolte nell’inchiesta, riservandosi la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale processo. «Non bastano le sanzioni – ha aggiunto Costanza – serve un sistema che punti davvero sulla qualità». L’associazione ha infine annunciato che chiederà agli enti pubblici competenti di garantire, da settembre, i sostegni necessari alle persone con disabilità e alle famiglie rimaste prive dei servizi offerti dalla struttura.
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