Indagine su Iacolino, le opposizioni attaccano il governo Schifani
L’indagine giudiziaria che coinvolge Salvatore Iacolino, dirigente di primo piano del sistema sanitario siciliano ed ex eurodeputato di Forza Italia, continua a suscitare reazioni politiche all’interno dell’Assemblea regionale siciliana. L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e che ha portato anche all’arresto di un dirigente regionale, ha riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione sul funzionamento della sanità regionale e sul ruolo del governo guidato dal presidente Renato Schifani.
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Antonio De Luca ha definito l’indagine “l’ennesimo, pesantissimo macigno sul governo Schifani”. De Luca ha sottolineato che, pur nel rispetto del principio secondo cui “indagato non è sinonimo di condannato”, la legislatura in corso sarebbe caratterizzata da un numero elevato di esponenti istituzionali e figure vicine all’esecutivo regionale finiti sotto l’attenzione della magistratura. Secondo l’esponente pentastellato, il presidente della Regione avrebbe mantenuto “un silenzio assordante” sulle criticità del sistema sanitario e si sarebbe rifiutato di riferire in Aula sulla situazione del comparto. De Luca ha inoltre chiesto la sospensione della recente nomina di Iacolino a direttore generale del Policlinico di Messina e ha sollecitato il presidente della Regione a intervenire in Aula per riferire sulla gestione della sanità regionale, chiedendo contestualmente le dimissioni del governo.
Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana Nuccio Di Paola. L’esponente pentastellato ha parlato di “inchiesta gravissima”, collegando la vicenda alle difficoltà che, a suo dire, i cittadini incontrano nell’accesso alle prestazioni sanitarie. “Mentre i siciliani aspettano mesi per una visita o un ricovero nelle strutture regionali – ha dichiarato – emergerebbe un nuovo caso di corruzione ai vertici della sanità”. Di Paola ha quindi invitato il presidente Schifani a “prendere atto del fallimento e dimettersi”, ribadendo la necessità che “la politica resti fuori dalla sanità”.
Critiche sono arrivate anche dal Partito Democratico. Il segretario regionale del Pd Sicilia Anthony Barbagallo ha definito l’inchiesta “l’ennesima indagine sulla corruzione che coinvolge la Regione”. Secondo Barbagallo, l’indagine riguarderebbe uno dei principali vertici della sanità siciliana e, stando alle ricostruzioni investigative, emergerebbero contatti con un esponente mafioso. “Nelle stanze del potere si fanno affari mentre i pazienti siciliani sono costretti ad attendere mesi per un referto istologico o sono costretti a curarsi fuori regione”, ha dichiarato. Barbagallo ha inoltre espresso apprezzamento per l’operato della magistratura, definendola “libera e indipendente”.
Sempre dal gruppo parlamentare del Pd all’Ars è intervenuto il capogruppo Michele Catanzaro, che ha parlato di un’indagine che “pesa come un macigno sul governo Schifani”. Catanzaro ha sostenuto che l’inchiesta mostrerebbe “uno spaccato inquietante”, nel quale la sanità verrebbe piegata a interessi riconducibili al rapporto tra politica e criminalità organizzata. “Di fronte a questa ennesima, pesantissima indagine, il presidente Schifani ha il dovere di fermarsi”, ha dichiarato, aggiungendo che le vicende giudiziarie che stanno interessando l’amministrazione regionale indicherebbero che “il governo è arrivato al capolinea”.
Sul piano politico, le forze del cosiddetto campo progressista hanno annunciato un’iniziativa congiunta. In una nota diffusa da Pd, M5S, Controcorrente, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Progetto Civico Italia, Spazio Civico, Psi, +Europa e Più Uno si legge che l’indagine che coinvolge Iacolino, accompagnata dall’arresto di un dirigente regionale e dalla presenza dell’ombra della mafia, aprirebbe “scenari inquietanti”. Le stesse forze politiche hanno comunicato l’organizzazione di una conferenza stampa congiunta prevista per domani alle 9.45 nella sala stampa dell’Assemblea regionale siciliana per chiedere le dimissioni dell’esecutivo regionale.
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