Caro gasolio, proteste sulle statali e tir fermi dal 16 ottobre
Si amplia in Sicilia la mobilitazione contro l’aumento dei carburanti. Dopo la conferma del fermo degli autotrasportatori dal 16 al 20 ottobre, la protesta interessa anche agricoltori, pescatori e artigiani, con iniziative organizzate in diverse aree dell’Isola.
Sulla statale Palermo-Agrigento, nei pressi del bivio di Bolognetta, una decina di trattori e rappresentanti di Agrisat hanno manifestato chiedendo interventi ai governi regionale e nazionale. Il presidente dell’associazione Franco Calderone e il delegato agrigentino Totò Pretotto ritengono insufficienti i 10 milioni di euro stanziati dalla Regione e chiedono misure strutturali per portare il prezzo del gasolio agricolo da 1,70 euro a 60 centesimi.
Un’altra mobilitazione ha coinvolto gli imprenditori agricoli di Gela, Niscemi e Butera, riuniti a Ponte Olivo, lungo la statale 117 bis Gela-Catania. Il presidio, annunciato anche per i prossimi giorni, è stato organizzato contro «l’aumento spropositato del carburante e dei costi di produzione».
Confimprenditori ha espresso sostegno ad agricoltori, autotrasportatori e pescherecci. Il presidente Stefano Ruvolo ha ribadito la richiesta di un «price cap» equo sui carburanti, considerando le iniziative adottate da alcune compagnie petrolifere soltanto un primo intervento.
Sul fronte dell’autotrasporto, il coordinatore del Comitato dei padroncini siciliani, Salvatore Bella, ha confermato il fermo dei tir dalla mezzanotte del 16 ottobre fino al 20, nonostante lo stanziamento regionale di 15 milioni di euro.
Il coordinatore regionale del M5S Nuccio Di Paola ha proposto di destinare a famiglie e imprese 100 milioni previsti nella manovra regionale. La Cgil Sicilia ha invece annunciato manifestazioni a Palermo, Trapani e Ragusa contro il caro energia e carburanti.
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