Caro-Carburanti, pesca e autotrasporto verso la protesta
La protesta contro il caro carburanti coinvolge pesca e autotrasporto in Sicilia, con la prospettiva di blocchi nello Stretto di Messina e nei porti dell’Isola. Gli armatori siciliani e calabresi hanno fissato al 22 ottobre la mobilitazione che dovrebbe coinvolgere circa cento pescherecci delle due regioni.
Ad annunciarla è Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani, dopo l’assemblea delle marinerie siciliane svoltasi al porto di Catania. «Può essere evitata l’escalation della protesta se prima arriveranno risposte serie, verificabili e strutturali», ha affermato Micalizzi.
Gli operatori chiedono al governo un tetto al prezzo del gasolio destinato alla pesca professionale, compreso tra 0,40 e 0,50 euro al litro in condizioni ordinarie e non superiore a 0,60-0,70 euro nell’attuale fase di emergenza. Secondo Micalizzi, crediti d’imposta e misure di sostegno non sarebbero sufficienti a compensare l’incremento dei costi.
Resta aperto anche il fronte degli autotrasportatori. L’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha incontrato le sigle dei padroncini per discutere il provvedimento da 15 milioni di euro contro il caro carburanti annunciato a maggio dalla Regione. Fino a 5 milioni dovrebbero essere distribuiti attraverso il regime del “super de minimis”, mentre per la restante quota la Regione intende chiedere una deroga per riconoscere un contributo pari al 70% del maggiore costo sostenuto tra il primo marzo e il 31 ottobre, parametrato ai prezzi di febbraio.
Il Comitato degli autotrasportatori siciliani, attraverso il segretario Salvatore Bella, mantiene però lo stato di agitazione e annuncia che nei prossimi giorni sarà decisa la data del fermo, che non potrà iniziare prima di due settimane. Tra le iniziative prospettate figura anche il blocco dei porti siciliani.
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