Patti, allarme Uil-Fpl sulla carenza di infermieri in Emodinamica
La carenza di personale infermieristico torna al centro dell’attenzione sindacale all’ospedale “Barone Romeo” di Patti. A sollevare la questione è la Uil-Fpl, che in una nota formale segnala criticità persistenti all’interno dell’Unità operativa di Emodinamica, diretta dal dottor Salvatore Garibaldi. Il documento è stato trasmesso alla Direzione strategica dell’Asp di Messina, al Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, all’assessorato regionale della Salute e ai componenti della Commissione salute dell’Assemblea regionale siciliana.
La segnalazione è firmata da Livio Andronico, segretario generale della Uil-Fpl Messina, da Paolo Todaro, coordinatore provinciale dell’Area medica, e da Giulia Imperato, segretaria responsabile del presidio ospedaliero di Patti. Secondo quanto riportato, il reparto di Emodinamica, riconosciuto da Agenas come miglior centro italiano per l’attività svolta, opererebbe in una condizione di insufficienza strutturale di organico, già segnalata in precedenza e ritenuta incompatibile con i volumi di attività e la complessità assistenziale.
Nello specifico, a fronte di una dotazione organica prevista di otto infermieri, risulterebbero in servizio sei unità, due delle quali beneficiarie dei permessi previsti dalla legge 104. Una situazione che, secondo i rappresentanti sindacali, determinerebbe una riduzione effettiva e continuativa della forza lavoro, con ripercussioni sulla continuità assistenziale, sulla sicurezza delle cure e sulla tutela della salute degli operatori.
Il quadro viene definito particolarmente critico in vista dell’apertura della seconda sala operatoria di Emodinamica, programmata per il 9 febbraio. La Uil-Fpl chiede pertanto un adeguamento immediato dell’organico infermieristico, ritenuto necessario per garantire la sostenibilità delle attività di un reparto riconosciuto a livello internazionale per il trattamento tempestivo dell’infarto miocardico acuto. Nella nota si richiama inoltre una presunta violazione degli obblighi datoriali in materia di sicurezza sul lavoro e si collega la situazione a un più ampio ridimensionamento dei servizi cardiologici territoriali, citando il reparto di Cardiologia dell’ospedale di Sant’Agata Militello, attualmente privo di posti letto attivi.
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