Benzina e diesel, nuovi aiuti allo studio dopo la scadenza dello sconto
Il Governo prepara nuovi interventi contro il caro carburanti in vista del 5 settembre, data di scadenza dello sconto sulle accise. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha annunciato misure mirate «innanzitutto a beneficio di chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti», insieme al sostegno alla filiera dell’autotrasporto attraverso il credito d’imposta.
Sul reperimento delle risorse è intervenuto Matteo Salvini. Il vicepremier e ministro dei Trasporti, oltre a ipotizzare un contributo delle banche, non esclude un nuovo prelievo sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, ricordando che il settore energetico ha beneficiato di una congiuntura favorevole.
L’ipotesi incontra l’opposizione degli operatori petroliferi, che in una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro Gilberto Pichetto hanno segnalato il rischio di una riduzione degli investimenti, necessari anche per la trasformazione delle raffinerie e la transizione energetica. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, individua invece nella limitata capacità di raffinazione europea una delle principali cause dei prezzi elevati e sollecita maggiore offerta e investimenti.
Confimprenditori propone un tetto ai prezzi. Secondo Ruvolo, il limite dovrebbe attestarsi a 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 per il diesel, prevedendo verifiche oltre tali soglie.
Il Codacons stima intanto maggiori costi per circa 430 milioni di euro sui rifornimenti rispetto al controesodo 2025. Sul bilancio familiare pesano anche le spese scolastiche, fino a 1.300 euro per studente. Confcommercio rileva infine che casa, bollette, sanità, trasporti e assicurazioni assorbono ormai circa il 42% dei consumi familiari, contro il 37% del 1995.
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