Ars, Musolino denuncia rischio stop alla parità di genere
All’Assemblea regionale siciliana il dibattito sulla parità di genere torna al centro delle tensioni politiche, con il rischio che la norma sul riequilibrio della rappresentanza femminile possa essere accantonata. A sollevare la questione è la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, che denuncia la possibile archiviazione del disegno di legge contenente l’obbligo del 40% di presenza femminile nelle giunte.
Secondo la parlamentare, la disposizione esiste formalmente, ma potrebbe non trovare applicazione a causa delle divisioni interne alla maggioranza. “L’articolo per garantire il 40% di donne in giunta esiste. È lì, nero su bianco. Eppure, il rischio che l’intero disegno di legge venga cestinato e finisca su un binario morto è probabilissimo”, afferma Musolino, parlando di una situazione caratterizzata da contrasti politici e strategie interne ai gruppi di governo.
Nel suo intervento la senatrice fa riferimento a una maggioranza definita “spaccata”, indicando tensioni tra le posizioni della Lega, le strategie della Democrazia cristiana e la presenza di “franchi tiratori” pronti a incidere sulle votazioni in modo riservato. La vicenda, secondo Musolino, si inserisce in un quadro più ampio di criticità che riguardano l’attività dell’Assemblea regionale.
La rappresentante di Italia Viva richiama inoltre l’attenzione sui costi del funzionamento dell’aula, sottolineando come nei primi 43 giorni dell’anno sarebbero stati spesi 15 milioni di euro per lo svolgimento di otto sedute. “Tutto questo avviene mentre i cittadini assistono a un bilancio inaccettabile”, dichiara la senatrice, che accusa il Parlamento siciliano di non voler modificare gli equilibri esistenti.
Musolino sostiene che l’eventuale mancata approvazione della norma rappresenterebbe un segnale di resistenza al cambiamento, ribadendo che “il parlamento regionale siciliano mostra in modo evidente di non voler cedere in alcun modo le proprie quote di potere maschilista, preferendo sacrificare una norma di civiltà pur di mantenere intatti i propri equilibri”.
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