Appalti truccati, 18 indagati, chiesti i domiciliari per Cuffaro e Romano
La Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari per 18 persone, tra cui l’ex presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro e il deputato di Noi Moderati Saverio Romano, nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza i reati di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. L’indagine, condotta dai Carabinieri del Ros, riguarda un presunto sistema di influenze e scambi di favori all’interno dell’amministrazione regionale siciliana.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Cuffaro avrebbe avuto un ruolo di vertice in una struttura definita come un “comitato d’affari occulto”, capace di incidere sull’attività politica e amministrativa della Regione, pilotando nomine, appalti e concorsi pubblici. I magistrati sostengono che l’ex governatore avrebbe utilizzato la rete di relazioni maturata nel corso della sua carriera per agevolare imprenditori e consolidare il consenso politico. Nel decreto si legge che Cuffaro avrebbe impartito direttive ai coindagati, gestito contatti con rappresentanti di enti e imprese e determinato l’entità dei vantaggi indebiti.
Tra i soggetti coinvolti figurano anche Carmelo Pace, capogruppo della Democrazia Cristiana all’Assemblea regionale siciliana, indicato come “membro di spicco del sodalizio”, Vito Raso, già segretario particolare dell’assessore alla Famiglia e considerato uomo di fiducia di Cuffaro, e Antonio Abbonato, descritto come “faccendiere a disposizione dell’associazione”. Secondo l’accusa, i componenti del gruppo avrebbero condizionato gare, appalti e concorsi pubblici in cambio di denaro, assunzioni e subappalti, presentandosi alle imprese come intermediari influenti nelle decisioni della pubblica amministrazione.
Tra i 18 indagati per cui è stata chiesta la misura cautelare figurano: Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Mario Caltagirone, Roberto Colletti, Totò Cuffaro, Maroco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Vito Fazzino, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola, Carmelo Pace, Vito Raso, Saverio Romano, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro.
Il gip deciderà sull’eventuale applicazione dei domiciliari dopo gli interrogatori, fissati per il 14 novembre, data in cui saranno ascoltati anche Cuffaro e Romano. In caso di accoglimento della richiesta, per il deputato sarà necessario il via libera del Parlamento.
Cuffaro, segretario nazionale della Democrazia Cristiana, ha dichiarato: “Mi hanno notificato un avviso di garanzia e hanno effettuato perquisizioni in casa e in ufficio. Ho fornito la massima collaborazione e sono sereno, pronto a chiarire la mia posizione”.
Romano, coordinatore politico di Noi Moderati, ha affermato: “Apprendo della richiesta dalla stampa, non ho ricevuto alcuna comunicazione. Sono tranquillo e a disposizione della magistratura. Sono lontano da pratiche del genere e ribadirò la mia fiducia nei magistrati quando sarò ascoltato dal gip”.
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