Cronaca

Stalking al deputato Calderone, il caso Coppolino arriva in Cassazione

Tommaso Calderone

La Corte di Cassazione esaminerà il prossimo 1° dicembre il ricorso presentato dalla difesa di Aurelio Coppolino, detenuto dal 29 giugno nell’ambito della vicenda giudiziaria relativa alle pubblicazioni sui social riguardanti il deputato Tommaso Calderone. L’obiettivo è ottenere l’annullamento della misura cautelare in carcere, disposta dopo un iniziale periodo agli arresti domiciliari.

Il 18 settembre il Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto aveva respinto una seconda richiesta di scarcerazione. Alla base della decisione, il rischio che la liberazione potesse determinare ulteriori esternazioni sui social, alimentando uno stato di ansia e paura nel parlamentare e condizionandone la vita quotidiana.

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Il ricorso, depositato ad agosto, contesta la legittimità della misura restrittiva e segnala, tra gli altri aspetti, la presunta mancata valutazione di documenti riguardanti i contenuti pubblicati da Coppolino tra aprile e giugno, durante la campagna per le elezioni amministrative. I post sarebbero stati successivamente oscurati con un provvedimento del 14 settembre.

Secondo l’avvocato Ugo Colonna, difensore di Coppolino, la documentazione prodotta dimostrerebbe la fondatezza delle critiche rivolte al deputato, anche in riferimento a presunti rapporti politici e personali. Si tratta di circostanze sostenute dalla difesa e ancora da valutare nelle sedi giudiziarie competenti.

Il legale ha inoltre auspicato un approfondimento parlamentare della vicenda, considerando il ruolo istituzionale di Calderone. Ha infine annunciato una conferenza-dibattito dedicata alla libertà di espressione, garantita dall’articolo 21 della Costituzione, e al ricorso a denunce e querele in relazione alle critiche rivolte a personaggi pubblici.


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