35mila spettatori a Messina per l’ultima tappa del tour di Mengoni
Il tour di Marco Mengoni si è concluso allo stadio Franco Scoglio di Messina con un unico spettacolo che ha richiamato 35.000 spettatori. L’artista ha proposto un percorso strutturato in capitoli – prologo, parodo, episodi, stasimi, esodo e catarsi – ispirati alla tragedia greca, in cui musica, danza e parola si sono fusi in un’unica narrazione visiva ed emotiva. La scenografia, le luci e i visual, curati personalmente da Mengoni, hanno ricreato l’immagine di una città in rovina, trasformata progressivamente in simbolo di rinascita.
L’impostazione teatrale ha evidenziato il tema delle ferite interiori, ricorrente dopo il lutto della madre, e la necessità di camminare sulle macerie per recuperare l’essenziale. «Da che mondo è mondo, gli esseri umani provano a comprendere ciò che non conoscono», ha scandito la voce narrante, introducendo brani come Ti ho voluto bene veramente, Guerriero e Sai che. La seconda parte del concerto ha affrontato con tono politico la responsabilità collettiva, con brani quali La valle dei Re e Non me ne accorgo.
Negli stasimi, caratterizzati da momenti di forte intensità, Mengoni ha dichiarato: «È con il nostro silenzio che lo stiamo permettendo». Sul palco, una passerella mobile di ventisei metri ha consentito all’artista di avvicinarsi al pubblico, culminando in un passaggio su Due Vite, in cui ha evocato il legame con la Sicilia definita «la terra più bella». L’esodo e la catarsi finale, affidati a Pazza Musica, Pronto a Correre e Esseri Umani, hanno suggellato un rito collettivo di liberazione ed emozione.
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