Maltempo, Musumeci: «Non è un problema di fondi ma di procedure»
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha effettuato un sopralluogo nei territori siciliani colpiti dagli effetti del ciclone Harry, facendo tappa a Santa Teresa di Riva e successivamente a Catania. L’area ionica del Messinese presenta danni diffusi alle infrastrutture costiere, con reti idriche e fognarie compromesse e interruzioni dei servizi essenziali. In alcuni centri, nonostante interventi tampone sulle condotte, persistono disagi per migliaia di residenti, tra mancanza di energia elettrica e abitazioni evacuate.
A Santa Teresa di Riva il ministro ha incontrato i sindaci della zona. Il primo cittadino Danilo Lo Giudice ha descritto una situazione complessa, definendo il quadro complessivo «simile a un bollettino di guerra» e sottolineando le difficoltà operative. Musumeci ha richiamato il ruolo della Regione Siciliana, spiegando che «i Comuni devono procedere alla ricognizione dei danni e trasmettere le relazioni alla Regione, che chiederà al governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale». Un Consiglio dei ministri è previsto per la prossima settimana, con l’impegno del ministro a portare la proposta, a condizione che la documentazione sia completa.
Secondo Musumeci, «non è una questione di risorse, ma di procedure». Le prime stime regionali quantificano i danni in 741 milioni di euro, cifra che potrebbe aumentare. In un successivo intervento televisivo, il ministro ha indicato un range compreso tra 700 e 800 milioni per l’insieme delle regioni coinvolte, Sicilia, Calabria e Sardegna.
A Catania, accompagnato dal vicesindaco Massimo Pesce, Musumeci ha incontrato operatori economici delle aree costiere danneggiate, ribadendo che l’interlocuzione deve avvenire con la Regione. Ha inoltre richiamato il tema delle coperture assicurative obbligatorie contro le catastrofi naturali. Un riferimento che ha suscitato la reazione di Confesercenti, secondo cui le polizze attualmente previste non includono le mareggiate, con possibili ricadute sull’accesso agli indennizzi e ai contributi pubblici.
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