Cronaca

Traffico illecito di rifiuti, venti misure cautelari a Caltanissetta

Guardia di Finanza Caltanissetta

Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato all’esecuzione di venti misure cautelari personali nell’ambito di un’indagine su un articolato sistema di traffico illecito di rifiuti. L’attività, condotta dai militari del Comando provinciale di Caltanissetta con il supporto del Reparto operativo aeronavale di Palermo, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Caltanissetta. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta.

Le misure hanno riguardato diciassette persone, con restrizioni della libertà personale, e tre soggetti destinatari di provvedimenti interdittivi. È stato inoltre disposto il sequestro di un’azienda operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, per un valore stimato di circa due milioni di euro. I reati contestati includono l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, l’estorsione e la gestione non autorizzata di rifiuti.

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Rifiuti Caltanissetta

Nel dettaglio, il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per un imprenditore di Niscemi, gli arresti domiciliari per un soggetto di Gela, l’obbligo o il divieto di dimora per dodici indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altre tre persone. Gli indagati sarebbero coinvolti, a vario titolo, in un’associazione dedita in modo sistematico alla raccolta, al trasporto, allo sversamento e all’occultamento di ingenti quantitativi di rifiuti speciali.

Le indagini hanno individuato, nel territorio di Niscemi, un sito adiacente all’area urbana nel quale sarebbero state svolte attività di stoccaggio e gestione di rifiuti, anche pericolosi, in assenza delle previste autorizzazioni. I materiali, tra cui metalli e batterie esauste, risultavano accumulati direttamente sul suolo, senza adeguate misure di sicurezza, con potenziali rischi di contaminazione ambientale.

L’inchiesta si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e telematiche, sistemi di videosorveglianza e servizi di osservazione, che hanno consentito di ricostruire la filiera del traffico. Nel corso degli accertamenti sarebbero emerse anche condotte intimidatorie finalizzate al recupero di crediti, documentate attraverso conversazioni intercettate.


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