Chiusura Cargill Giammoro, Marino accusa Governo e Regione
La chiusura dello stabilimento Cargill di Giammoro, nel Messinese, e l’annunciato licenziamento di 49 dipendenti vengono definiti una responsabilità politica dai vertici istituzionali nazionali e regionali. A intervenire è la deputata del Partito Democratico Maria Stefania Marino, che punta il dito contro l’assenza di risposte da parte del Governo e della Regione Sicilia nel corso di una vertenza protrattasi per diversi mesi.
Secondo Marino, la crisi si è sviluppata in un contesto caratterizzato da impegni non rispettati e da una mancata interlocuzione istituzionale. “La chiusura dello stabilimento Cargill di Giammoro e l’imminente licenziamento dei quarantanove lavoratori rappresentano una sconfitta per il territorio e una grave responsabilità politica”, afferma la parlamentare, sottolineando come alle interrogazioni presentate non sia mai seguito alcun riscontro operativo. A suo giudizio, l’impianto non versava in condizioni di difficoltà tali da giustificare lo smantellamento.
La deputata evidenzia inoltre le ricadute economiche e sociali della decisione, che comporterebbe una perdita di competenze e posti di lavoro in un’area già segnata da fragilità occupazionali. “La perdita di Cargill significa lavoro, competenze e futuro che lasciano la Sicilia, aggravando il vuoto occupazionale dell’area industriale tirrenica”, dichiara.
Marino richiama infine il ruolo delle istituzioni, ritenendo inadeguata la mancanza di un intervento volto a individuare soluzioni alternative. “Non è accettabile che scelte industriali di questa portata si consumino senza un intervento delle istituzioni”, conclude, ribadendo la vicinanza ai lavoratori coinvolti e alle loro famiglie.
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