Liste d’attesa, la Regione valuta una stretta sulla durata delle ricette
La Regione punta a intervenire sulla validità temporale delle prescrizioni sanitarie per ridurre le liste d’attesa e verificare la reale necessità delle prestazioni richieste. Il tema è stato affrontato nel confronto con Agenas che ha coinvolto l’assessore alla Salute Marcello Caruso, i dirigenti regionali e i direttori generali delle aziende sanitarie.
L’ipotesi riguarda soprattutto le ricette associate alle diverse classi di priorità. Una prescrizione urgente, che prevede l’erogazione entro 72 ore, o una breve, fissata entro dieci giorni, non dovrebbe mantenere la propria validità per diversi mesi. «Ci sono prescrizioni con una tempistica limitata che vengono disattese – spiega Caruso –. Dobbiamo capire se quella prestazione non era più necessaria o perché il paziente non ha rispettato i tempi».
La Regione intende quindi predisporre linee guida specifiche e avviare un monitoraggio con cadenza quindicinale, analizzando i dati di ogni azienda e struttura sanitaria. Il raggiungimento degli obiettivi sulle liste d’attesa avrà inoltre un peso maggiore nella valutazione dei manager.
Il confronto con Agenas ha riguardato anche la qualità dei flussi informativi. Dopo le operazioni di verifica, bonifica e ritrasmissione, tra gennaio e giugno risultano volumi superiori per gli esami diagnostici. Le urgenze effettuate nei tempi previsti passano dal 56,9 al 62,6%, mentre le brevi salgono dal 60,7 al 63,1%. Nelle prime visite, le urgenti aumentano dal 77,6 all’80,4% e le brevi dal 74,6 al 75,5%. Scendono invece le differibili, dal 72,7 al 68,8%, e le programmate, dal 90,8 all’89,1%.
Tra i fattori che possono aver inciso sui dati figura il Fast Track, poiché alcune prestazioni non transitavano dal SovraCup.
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