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Scurria sui ricorsi al Tar del Comune: «Denaro pubblico per la difesa»

Marcello Scurria

Il gruppo consiliare “Scurria sindaco” ha sollevato dubbi sulla decisione del Comune di Messina di costituirsi nei giudizi relativi ai ricorsi elettorali che saranno esaminati dal Tar di Catania il prossimo 20 ottobre. La questione è stata affrontata nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca, senza entrare nel merito dei procedimenti.

Il consigliere Marcello Scurria ha concentrato l’attenzione sull’affidamento della difesa dell’ente a un legale esterno e sui relativi costi sostenuti dall’amministrazione comunale. «Quattro mesi trascorsi inutilmente fra incarichi ad avvocati e debito fuori bilancio», ha dichiarato.

CanaleSicilia

La vicenda riguarda le delibere di Giunta 476 e 481 del 20 luglio 2026, attraverso le quali il Comune ha stabilito di resistere a due ricorsi presentati davanti al giudice amministrativo.

Nell’interrogazione illustrata da Scurria insieme al consigliere Giuseppe Capurro vengono richiamati i procedimenti promossi da Laghezza-Currò e Bucceri-Sebastiano contro gli atti di proclamazione del sindaco e del Consiglio comunale successivi alle elezioni del 24 e 25 maggio.

Per rappresentare l’ente sono stati assegnati due incarichi a un professionista esterno, con una spesa complessiva indicata in 12.919,04 euro, pari a 6.459,52 euro per ciascun provvedimento.

Scurria contesta l’utilizzo di risorse comunali, sostenendo che occorra distinguere le posizioni di Sud chiama Nord, degli altri soggetti coinvolti, del sindaco Federico Basile e dell’amministrazione municipale. Secondo il consigliere, il Comune non avrebbe un interesse diretto rispetto all’esito della controversia elettorale e, pertanto, non dovrebbe sostenere con fondi pubblici i relativi costi di difesa.


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