Docente messinese ricorre al TAR e ottiene l’annullamento del diniego
Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha accolto il ricorso presentato da una docente dell’Università degli Studi di Messina contro il giudizio di non idoneità all’Abilitazione Scientifica Nazionale per le funzioni di professore universitario di prima fascia. La decisione è contenuta nella sentenza n. 23964, pronunciata dalla sede di Roma del TAR Lazio, che interviene su una materia attualmente oggetto di attenzione anche in ambito parlamentare.
La vicenda riguarda la procedura di reclutamento del personale accademico prevista dalla normativa vigente, che subordina l’accesso ai ruoli universitari al conseguimento dell’abilitazione rilasciata da una commissione ministeriale, a seguito della valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche. Nel caso specifico, la candidata, già docente di seconda fascia, aveva impugnato l’esito negativo espresso dalla commissione nell’ambito della procedura indetta con decreto direttoriale n. 1796/2023 del Ministero dell’Università e della Ricerca.
I giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il ricorso proposto dagli avvocati Antonio Lanfranchi e Marco Zappia, rilevando che il giudizio sulle pubblicazioni presentava un vizio di motivazione. In particolare, secondo la sentenza, non risultava comprensibile il percorso logico alla base della valutazione negativa, né erano chiaramente esplicitati gli elementi che avevano condotto al mancato riconoscimento dell’abilitazione.
I legali hanno sottolineato come la pronuncia rappresenti un passaggio significativo nel ribadire che la discrezionalità tecnica delle commissioni giudicatrici deve comunque esercitarsi nel rispetto dei criteri e dei parametri stabiliti dalla legge per il rilascio dell’Abilitazione Scientifica Nazionale.
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