Dimissioni Sindaco Basile, Limosani: “Scelta strategica, non una resa”
L’economista Michele Limosani, ordinario dell’Università di Messina e recente aderente al progetto del “governo di Liberazione” promosso da Cateno De Luca, interviene nel dibattito seguito alle dimissioni del sindaco Federico Basile, definendole una scelta coerente e strategica.
Secondo Limosani, l’atto non rappresenta una resa ma un’iniziativa finalizzata a ridefinire gli equilibri politici cittadini. “Non si tratta del tramonto di un’esperienza amministrativa, ma di una decisione per evitare un progressivo logoramento”, sostiene, respingendo l’idea che si tratti di un gesto dettato da pressioni esterne. A suo avviso, la mancanza di una maggioranza solida in Consiglio comunale avrebbe potuto rallentare l’azione amministrativa in una fase ritenuta decisiva per il rilancio della città.
Limosani osserva che, pur avendo il Consiglio approvato la maggior parte dei provvedimenti, il rischio di una sfiducia avrebbe continuato a incombere, condizionando l’operato dell’esecutivo. “Dimettendosi, Basile disinnesca la potenziale arma del ricatto e restituisce la parola ai cittadini”, afferma, parlando di “atto di igiene democratica”.
Le dimissioni, prosegue, mirano a ottenere un mandato pieno per consolidare e ampliare un’esperienza definita autonoma e civica. Autonoma, precisa, nel senso di una città capace di interlocuzione con Roma e Palermo senza vincoli partitici; civica, perché orientata a sottrarsi a logiche politiche tradizionali.
In merito alle ambizioni regionali di De Luca e al progetto “Ti Amo Sicilia” presentato a Caltagirone, Limosani sostiene che l’estensione del cosiddetto “modello Messina” alla Regione rappresenterebbe uno strumento di tutela per la città. “Chiediamo un mandato pieno per trasformare Messina da laboratorio a modello per tutta la Sicilia”, conclude.
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