Pfizer Catania, FIALC CISAL non firma l’accordo sui 330 esuberi
La FIALC CISAL ha deciso di non sottoscrivere l’ipotesi di accordo sul piano di mitigazione dei 330 esuberi nello stabilimento Wyeth Lederle del gruppo Pfizer a Catania. Il documento è stato definito al termine del confronto in Confindustria, nell’ambito della procedura prevista dalla legge 234/2021.
«Non firmare è una scelta motivata e non intacca in alcun modo l’impegno contro i 330 licenziamenti», ha dichiarato Giuseppe La Mendola, segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale del comparto chimico-farmaceutico.
Il sindacato contesta anzitutto le modalità della procedura, ritenuta funzionale agli obiettivi aziendali e non alle esigenze dei lavoratori. La Mendola richiama inoltre le dichiarazioni del 22 luglio, quando Pfizer aveva prospettato la possibile cessione dello stabilimento a un soggetto esterno al settore farmaceutico, ipotesi successivamente confermata dal Ministero del Lavoro in assenza di acquirenti del comparto.
Ulteriori perplessità riguardano la natura del documento negoziale, considerato dal sindacato una preintesa anziché un semplice verbale d’incontro, e gli incentivi all’esodo, che secondo la FIALC CISAL si tradurrebbero in transazioni individuali tra azienda e lavoratori. La Mendola critica anche la gestione dei tempi da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, accusato di aver congelato per circa tre mesi la procedura senza individuare una soluzione industriale.
«Chiediamo al Ministero di restituire alla trattativa i tre mesi sottratti e di aprire finalmente un vero tavolo di crisi», afferma il sindacalista. La posizione sarà ribadita negli incontri ministeriali previsti il 20 ottobre al MIMIT e il 22 ottobre al Ministero del Lavoro, con particolare attenzione alla salvaguardia dell’occupazione e alla permanenza delle attività farmaceutiche a Catania.
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