Sanremo 2026, il nuovo palco dell’Ariston tra spazio e luce
La scenografia del 76° Festival di Sanremo è stata concepita all’insegna dell’espansione dello spazio e dell’asimmetria delle linee, attraverso una rottura dichiarata dei canoni geometrici tradizionali. A illustrarne i principi è l’architetto Riccardo Bocchini, per la quinta volta impegnato al Teatro Ariston nel gruppo di lavoro guidato da Carlo Conti, che descrive un impianto scenico pensato per rispecchiare una musica «imprevedibile, fluida e mai statica».
Il progetto si traduce in un palco di 120 metri quadrati, con una profondità di 9,50 metri e una larghezza di 15,50, affiancato da una scala motorizzata composta da 13 gradini più uno iniziale. L’allestimento include inoltre 2.800 metri di strip luminosi, pari a circa 200 mila pixel, e un ledwall di 250 metri quadrati. Anche quest’anno sono state rimosse otto file di sedute dalla platea per ampliare l’area scenica, mentre una delle principali novità riguarda l’estensione dello spazio nel backstage, realizzato con pareti led convesse. «È un luogo molto affollato e la sicurezza deve essere al massimo», sottolinea Bocchini, spiegando che la scena sarà mobile e adattabile alle diverse esigenze musicali.
La scala, elemento centrale dell’impianto, mantiene la sua struttura motorizzata. «Con un primo step si arriva al palco, scendendo gli altri 13 si entra in scena», chiarisce lo scenografo, precisando che ogni gradino misura 40 centimetri di larghezza. Cambia anche la disposizione dell’orchestra, distribuita su tre livelli tra piano terra, primo e secondo piano, così da garantire una visibilità completa del direttore.
La scenografia avvolge l’intero teatro grazie a un boccascena architettonico asimmetrico, articolato in tre grandi elementi che abbracciano palco e platea. Un sipario motorizzato in ledwall, con scorrimento orizzontale, introduce la scala in un movimento ispirato alla tradizione teatrale. I colori potranno variare dal nero al bianco assoluto, modulandosi in base ai momenti dello spettacolo. Ogni esibizione sarà personalizzata attraverso l’uso dei ledwall, mentre l’ingresso di Carlo Conti sarà accompagnato da una novità legata alla parete scenografica.
Il progetto è frutto del lavoro congiunto di Gabriella Palazzo, Francesca Toscana, Marianna Ferrazzano e Flavia Bocchini, in sinergia con il direttore della fotografia Mario Catapano e con la regia di Maurizio Pagnussat. L’allestimento, avviato il 3 gennaio, è stato completato il 31 con alcuni giorni di anticipo, nel rispetto di un cronoprogramma rigoroso, nonostante le limitazioni strutturali e di sicurezza del Teatro Ariston.
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