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Cardiochirurgia pediatrica, dal 2027 gestione al Policlinico di Catania

Sala Operatoria

Dal 1° gennaio la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, attiva all’ospedale San Vincenzo, entrerà nella sfera gestionale del Policlinico di Catania. All’Asp di Messina resteranno invece le funzioni legate agli aspetti logistici e alla disponibilità delle attrezzature.

Fino al 31 dicembre è previsto un periodo transitorio che, secondo quanto emerso, consentirà di mantenere la continuità assistenziale attraverso l’attuale organizzazione composta dal personale del Bambino Gesù e dell’Asp, coordinata dal cardiochirurgo Saha Agati.

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Dal nuovo anno, invece, la definizione dell’organico sarà affidata esclusivamente alla struttura catanese e potrà essere collegata a future procedure di reclutamento. Resta aperta anche l’ipotesi di una proroga dell’attuale assetto, legata al confronto in corso tra Regione Siciliana e Bambino Gesù.

«Non si può escludere che la fase di transizione venga estesa, ma sarà una valutazione che verrà compiuta nelle prossime settimane», ha dichiarato il direttore generale dell’Asp di Messina, Giuseppe Cucci.

Attualmente l’Asp sostiene l’organizzazione del reparto con circa cinquanta operatori tra medici e infermieri e una spesa annua vicina agli otto milioni di euro, comprensiva dei costi legati al Bambino Gesù.

L’intesa per il mantenimento della Cardiochirurgia pediatrica a Taormina era stata definita nelle settimane scorse durante un incontro convocato a Palermo dall’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, alla presenza del direttore generale del Policlinico di Catania Giulio Santonocito e dello stesso Cucci.

Cardiologia Taormina - Ospedale San Vincenzo

Ancora da chiarire il futuro professionale di Saha Agati e della sua équipe. «La selezione di tutte le figure sanitarie, incluso il cardiochirurgo, sarà di competenza del Policlinico di Catania. All’Asp resteranno esclusivamente logistica e parte delle dotazioni tecnologiche», ha precisato Cucci.

Intanto restano aperte le perplessità espresse da esponenti politici e dai familiari dei piccoli pazienti. In una lettera indirizzata alla Regione e agli organi di informazione, i genitori hanno scritto: «Il Bambino Gesù non può essere considerato soltanto una voce all’interno di una convenzione. È un patrimonio di competenze specialistiche e la Regione deve assumersi una responsabilità chiara verso i cittadini».


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