“A morte!”: il preambolo della tragedia di Altavilla Milicia
Nella villetta di contrada Granatelli ad Altavilla Milicia, tra il 3 e l’8 febbraio 2024, emergono conversazioni inedite che anticipano la tragedia in cui persero la vita una madre e i suoi due figli. Il 3 febbraio, Sabrina Fina inviò a Massimo Carandente un messaggio lapidario: “A morte!”, nonostante entrambi si trovassero già all’interno della stessa abitazione. Poco prima, la donna aveva scritto: “Guarda me, ma io sto pregando”, frase che inoltrò anche a Giovanni Barreca, anch’egli presente e subito coinvolto in un’atmosfera di soggezione religiosa e fanatica.
Alle 18:32 del medesimo giorno, il testo “A morte” sembra tracciare l’incipit di uno scenario dominato da idolatria e violenza rituale. In successivi scambi – rilevati dagli inquirenti – si legge: “Una legione di demoni se li è portati ma il bimbo ora è in paradiso”, espressione che sottolinea il distorto razionale con cui i tre imputati giustificarono lo sterminio della donna e dei due minori.
L’analisi delle chat, acquisite durante le indagini, delinea un crescendo di tensione e delirio collettivo all’interno della villetta. Le autorità stanno procedendo con l’istruttoria per chiarire modalità e responsabilità, mentre la comunità locale resta sconvolta dalle modalità e dall’entità del massacro.
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