Liste d’attesa, Sicilia sotto la media nazionale per visite ed esami
Peggiora in Sicilia il rispetto dei tempi di attesa per le visite specialistiche e gli esami diagnostici. Secondo i dati dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nei primi nove mesi del 2026 l’Isola registra un arretramento rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre a livello nazionale emerge un miglioramento complessivo.
Per le prime visite specialistiche, la percentuale di prestazioni erogate entro i tempi di garanzia scende dall’86,6% del 2025 al 77,8% del 2026, con una riduzione di 8,8 punti percentuali. La Sicilia si colloca tra le sette regioni con i risultati peggiori, al di sotto della media nazionale del 78,6%.
Il confronto evidenzia un’inversione di tendenza. Nel 2025 la Sicilia superava la media italiana di 9,7 punti percentuali, mentre nel 2026 si trova al di sotto di 0,8 punti.
Più marcato il divario per gli esami diagnostici, tra cui Tac, risonanze magnetiche ed ecografie. La percentuale di prestazioni effettuate entro i tempi previsti diminuisce dal 75,5% al 72,3%, con un calo di 3,2 punti. La media nazionale raggiunge invece l’85%, superiore di 12,7 punti rispetto al dato siciliano.
Per le prescrizioni di classe P, programmabili entro 120 giorni, la Sicilia registra una quota del 34,5%, sostanzialmente in linea con la distribuzione nazionale delle prenotazioni.
Restano difficoltà per alcune prestazioni. Le visite dermatologiche migliorano dal 65,8% al 69,9% nel rispetto dei tempi, mentre le colonscopie passano dal 62,8% al 69,3%.
A livello nazionale, nei primi nove mesi del 2026 sono state registrate complessivamente 21,8 milioni di prestazioni tra prime visite specialistiche ed esami diagnostici. Di queste, 17,7 milioni sono state erogate entro i tempi di garanzia, oltre due milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Rimangono tuttavia circa quattro milioni di prestazioni effettuate oltre i termini previsti.
Nonostante i progressi registrati per le prestazioni urgenti, circa una su cinque continua a essere erogata in ritardo. Ulteriori criticità riguardano le colonscopie e le visite dermatologiche, mentre tra le regioni con maggiori difficoltà figurano Umbria, Puglia e Sardegna.
Il direttore dell’Agenas, Angelo Tanese, ha parlato di «un miglioramento diffuso», precisando tuttavia che «restano differenze territoriali e la necessità di proseguire il confronto con le Regioni».
I dati, aggiornati al 30 settembre 2026, si inseriscono nel quadro delle criticità evidenziate dalla Corte dei Conti, che ha richiamato l’attenzione sui fondi inutilizzati, sulle carenze nei sistemi di controllo e sulla mancanza di personale medico.
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