Cronaca

Bancarotta e truffa, chiesto il rinvio a giudizio per la Santanchè

Daniela Santanchè

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio della senatrice di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo Daniela Santanchè, insieme ad altre 14 persone e a una società. Le ipotesi di reato comprendono bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, nell’ambito delle indagini sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl.

La richiesta, firmata dai pubblici ministeri Luigi Luzi e Guido Schininà, con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, dovrà essere esaminata da un giudice per l’udienza preliminare. Le indagini, coordinate dalla Procura guidata da Marcello Viola, sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.

CanaleSicilia

Tra le persone coinvolte figurano anche il figlio della senatrice, Lorenzo, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e la sorella Fiorella Garnero. Per un altro indagato, Bernardino Camillo Poggio, è stata invece avanzata richiesta di archiviazione.

Al centro degli accertamenti figurano i fallimenti delle quattro società e presunte irregolarità nella gestione finanziaria. Gli inquirenti contestano, tra l’altro, l’ottenimento di 3,3 milioni di euro nel 2021 attraverso le misure di sostegno alle imprese durante la pandemia, che sarebbero stati concessi inducendo in errore Invitalia.

Secondo l’accusa, gli ex amministratori di Ki Group Holding avrebbero distribuito dividendi su utili non effettivamente conseguiti, per oltre 4,1 milioni di euro nel 2015. Vengono inoltre contestate presunte false plusvalenze per quasi 12 milioni e irregolarità relative a finanziamenti bancari per complessivi 2,4 milioni di euro nel 2020.

Santanchè respinge le accuse e, attraverso i propri legali, ha sostenuto di avere sempre agito «con correttezza».

A Milano la parlamentare è già coinvolta in altri due procedimenti: quello per presunto falso in bilancio relativo a Visibilia, attualmente a processo, e quello per ipotizzata truffa ai danni dell’Inps, la cui udienza preliminare è sospesa in attesa di una decisione della Corte costituzionale.

La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce un accertamento di responsabilità, che potrà essere stabilita soltanto nelle successive fasi giudiziarie.


© 2026 Riproduzione Riservata.

⭐ Segui CanaleSicilia su Google

Leggi la Prima Pagina

Tasto back to top