Processo Amata, la Regione siciliana non si costituisce parte civile
Nel processo che vede imputata l’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, la Regione siciliana non si è costituita parte civile all’udienza dibattimentale. In aula non era presente un rappresentante dell’Avvocatura dello Stato, diversamente da quanto avvenuto nei procedimenti riguardanti il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, la portavoce Sabrina De Capitani e Marcella Cannariato.
La Regione ha chiarito che «non è mai pervenuta né alla Regione siciliana né all’avvocatura dello Stato alcuna comunicazione relativa alla data di fissazione dell’udienza o al capo di imputazione», precisando che non è stato quindi acquisito alcun parere sul procedimento. La proposta di costituzione di parte civile dovrebbe essere sottoposta alla Giunta. Resta tuttavia da chiarire la questione della notifica, che risulterebbe consegnata alla presidenza regionale nei primi giorni di dicembre.
Nel frattempo sono state depositate le motivazioni della condanna a due anni e sei mesi per corruzione inflitta a Marcella Cannariato. Secondo il Gup Walter Turturici, l’assunzione del nipote di Amata e il pagamento dell’alloggio avrebbero rappresentato la contropartita di un contributo pubblico da 30 mila euro destinato alla Fondazione Marisa Bellisario.
Il giovane venne assunto il 25 settembre 2023 dalla A&C Broker, società amministrata da Cannariato, rimanendovi fino al marzo successivo. L’imprenditrice sostenne anche le spese per la sistemazione a Palermo, documentate da tre fatture per 4.590,90 euro più Iva.
Parallelamente proseguiva l’iter per il finanziamento del convegno “Donna, Economia e Potere”, organizzato dalla Fondazione il 6 e 7 ottobre 2023. Secondo il giudice, l’accordo avrebbe iniziato a delinearsi nel luglio precedente.
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