Niscemi, De Luca: “In Sicilia solo emergenze, non prevenzione”
Da Niscemi arriva una presa di posizione critica sulla gestione del dissesto idrogeologico in Sicilia, che chiama in causa decenni di scelte istituzionali e amministrative ritenute inadeguate. Nel corso di un intervento pubblico, Cateno De Luca ha ripercorso le principali tappe normative e operative che, a suo giudizio, non hanno prodotto un’efficace azione di prevenzione, nonostante segnali di rischio già evidenti da tempo.
Nel ricostruire il quadro, De Luca ha fatto riferimento alla frana del 1997, definita la più grave degli ultimi due secoli, sottolineando come da allora il territorio avesse manifestato una fragilità strutturale che avrebbe richiesto studi approfonditi e monitoraggi costanti. «Dal 1997 questo territorio ha mostrato una fragilità evidente. Le istituzioni pubbliche avevano il dovere di studiare, capire e monitorare ciò che stava accadendo. Invece si è proceduto con stralci, carte e rinvii», ha affermato.
Nel suo intervento ha ricordato che la Legge Sarno del 1989 e la normativa successiva prevedevano per le Regioni l’adozione del Piano di Assetto Idrogeologico, strumento destinato a classificare i livelli di rischio. «Le altre Regioni hanno fatto il PAI e istituito le Autorità di Bacino. La Sicilia no», ha dichiarato, evidenziando come solo nel 2000 sia stato adottato uno stralcio parziale e come il piano completo sia arrivato nel 2006.
De Luca ha inoltre richiamato i passaggi successivi, dall’istituzione tardiva dell’Autorità di Bacino nel 2018 alla riorganizzazione delle strutture commissariali, ricordando che dal 2014 il commissario per il dissesto coincide con il Presidente della Regione Siciliana. «Dal 2014 il commissario ha un nome e cognome istituzionale: il Presidente della Regione», ha affermato, escludendo la possibilità di attribuire responsabilità agli enti locali.
Secondo quanto sostenuto, il sistema avrebbe avuto l’obbligo di intervenire direttamente, disponendo di risorse e poteri straordinari. «Il sistema aveva l’obbligo di agire. E invece abbiamo prodotto montagne di carte e pochissimi interventi risolutivi», ha aggiunto. Per De Luca, Niscemi rappresenta un caso emblematico di una gestione fondata sull’emergenza piuttosto che sulla prevenzione.
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