Cronaca

Morte di un neonato a Taormina, risarcimento da oltre un milione

Cardiologia Taormina - Ospedale San Vincenzo

L’Azienda sanitaria provinciale di Messina è stata condannata dal Tribunale civile al pagamento di un risarcimento pari a 1.046.630 euro in favore dei familiari di un neonato deceduto il 19 ottobre 2017 all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina. La decisione è contenuta nella sentenza emessa dalla giudice Viviana Scaramuzza, che ha riconosciuto la responsabilità della struttura sanitaria per i danni subiti dai parenti del bambino, rappresentati dagli avvocati Roberto Di Pietro, Salvatore Miceli, Andrea Calderone e Salvatore Ravidà. L’Asp di Messina è stata assistita in giudizio dall’avvocata Alessandra Franza.

Il piccolo era nato il 24 ottobre 2016 con una grave cardiopatia congenita e, poche ore dopo il parto, era stato trasferito al Centro cardiologico pediatrico del Mediterraneo. Durante il ricovero gli venne diagnosticata un’infezione da stafilococco aureus, che aggravò il quadro clinico e rese necessario un intervento cardiochirurgico correttivo. Dopo un periodo di degenza, il 10 gennaio 2017 fu trasferito alla Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina per un ulteriore intervento di ernia inguinale.

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Successivamente, il 10 aprile 2017, il bambino fu nuovamente ricoverato a Taormina per controlli clinici che non evidenziarono infezioni, consentendone la dimissione il 21 aprile. Il 12 settembre fece ritorno nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica del “San Vincenzo”, dove venne sottoposto a due interventi. Durante il ricovero fu però riscontrata una grave infezione nosocomiale, accompagnata da ulteriori agenti patogeni e da valori di procalcitonina particolarmente elevati, circostanze che resero necessario un nuovo intervento chirurgico.

Il decesso sopraggiunse il 19 ottobre 2017 a causa di uno stato settico. I consulenti tecnici nominati dal Tribunale hanno escluso errori diagnostici o chirurgici, rilevando invece che il peggioramento successivo all’intervento del 14 settembre era riconducibile all’infezione contratta durante la degenza. Nella sentenza si legge che «una adeguata sterilizzazione del complesso operatorio e dei reparti di degenza avrebbe potuto evitare l’insorgenza del quadro infettivo». Per il Tribunale risulta quindi accertata «una condotta colposa omissiva» dei sanitari, configurando un inadempimento della struttura sanitaria e il nesso causale tra infezione ospedaliera, aggravamento clinico e morte del neonato.


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