Turismo a Siracusa, nel 2025 presenze stabili e lieve crescita
I dati dell’Osservatorio regionale del turismo indicano che nel 2025 Siracusa ha registrato 1.215.339 pernottamenti, con un incremento dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, le presenze degli italiani risultano in calo di 60.114 unità (-11,9 per cento), mentre quelle degli stranieri crescono di 62.775 (+8,8 per cento). La permanenza media si attesta a 2,95 giorni, in aumento rispetto ai 2,86 del 2024. Nel complesso, l’andamento annuale mostra una sostanziale stabilità, con un saldo positivo di 2.661 presenze.
A renderlo noto è Giuseppe Rosano, presidente di Noi albergatori Siracusa, che sottolinea come il risultato finale sia influenzato dalla contrazione della domanda interna, legata alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie. «La tenuta complessiva dei numeri – afferma – rappresenta un dato superiore alle aspettative, considerando il contesto economico».
Rosano guarda poi alle prospettive per il 2026, evidenziando un quadro caratterizzato da incertezze geopolitiche e socioeconomiche. «Diventa necessario – osserva – definire sin d’ora scelte chiare sull’indirizzo da dare allo sviluppo turistico». Nel dibattito cittadino, secondo il presidente, emergono posizioni contrapposte sul tema dell’overtourism e del cosiddetto turismo di qualità, concetto che richiederebbe una pianificazione strutturata e di medio-lungo periodo.
Rilevante anche il tema dei flussi giornalieri: oltre un milione di escursionisti visita la città senza pernottare, mentre il turismo crocieristico ha fatto registrare 67.716 passeggeri sbarcati, con un impatto economico ritenuto inferiore rispetto al passato. Rosano richiama inoltre l’attenzione sugli effetti della pressione antropica nel centro storico e sulla necessità di servizi adeguati.
Il riferimento al ciclone Harry viene indicato come elemento che impone una riflessione sul modello di sviluppo. «Occorre – conclude – valutare la capacità di carico della città e la qualità dei servizi da garantire, orientando le scelte verso una gestione coordinata dei flussi e una maggiore tutela del contesto urbano e sociale, in vista anche della ripresa della stagione balneare dal 1° maggio 2026».
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