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Confimprese: in Sicilia 5.874 attività ambulanti chiuse tra il 2022 e il 2025

Giovanni Felice Bancarella

Confimprese Italia Sicilia ha trasmesso una lettera all’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, con la richiesta di avviare un confronto sul futuro del commercio su aree pubbliche nell’Isola, settore che comprende le attività ambulanti.

L’associazione motiva l’iniziativa richiamando i dati dell’Osservatorio nazionale del commercio relativi al periodo compreso tra il 2022 e il 31 dicembre 2025. Secondo le rilevazioni, nello stesso arco temporale sono state registrate 5.874 cessazioni di attività, mentre il saldo tra nuove aperture e chiusure evidenzia una riduzione complessiva di 2.811 imprese.

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“Sono numeri che non possono essere considerati una semplice statistica. Dietro ogni attività che chiude ci sono imprenditori, famiglie e territori che perdono una parte importante della propria economia”, dichiara il coordinatore regionale di Confimprese Italia Sicilia, Giovanni Felice.

Nel documento inviato all’assessorato viene evidenziato come il comparto stia affrontando una fase di cambiamento determinata dall’evoluzione delle abitudini di consumo, dalla diffusione del commercio elettronico e dalle trasformazioni della distribuzione commerciale. “Riteniamo sia arrivato il momento di conoscere quale politica la Regione Siciliana intenda mettere in campo per governare questo cambiamento. Non chiediamo soltanto interventi economici, ma una strategia organica capace di definire quale ruolo la Regione intenda assegnare al commercio su aree pubbliche nei prossimi anni”, aggiunge Felice.

Confimprese Sicilia chiede inoltre di conoscere gli indirizzi programmatici della Regione, gli eventuali interventi normativi, amministrativi ed economici previsti e i criteri che guideranno le future politiche del settore. L’associazione richiama anche la legge 27 dicembre 2023, n. 206, che riconosce ai mercati rionali un valore economico, sociale, culturale e di coesione territoriale, chiedendo chiarimenti sull’impiego delle risorse assegnate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla Sicilia. Contestualmente è stata avanzata la richiesta di un incontro con l’assessore Tamajo per presentare le analisi elaborate e avviare un confronto sul comparto.


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