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Duemila in piazza a Palermo per la sanità convenzionata

Manifestazione Sanità Palermo

A Palermo si è svolta ieri una manifestazione che ha riunito in piazza Indipendenza circa duemila professionisti della sanità convenzionata provenienti da diverse province siciliane. Medici, tecnici, operatori e titolari di strutture accreditate hanno richiamato l’attenzione sulla situazione finanziaria del settore, segnata dall’esaurimento anticipato dei budget regionali destinati alle prestazioni con ricetta del Servizio sanitario nazionale. Tale condizione ha comportato, in numerosi casi, l’interruzione di esami e visite già a metà mese.

Secondo i rappresentanti delle categorie coinvolte, l’attuale quadro rende difficile garantire i Livelli Essenziali di Assistenza e incide sul diritto alla cura dei cittadini. Alcune associazioni avevano già richiamato, nelle settimane precedenti, la necessità di continuità assistenziale, sostenendo che le criticità derivano da “risorse insufficienti e da una programmazione inadeguata”.

CanaleSicilia

Al termine degli interventi in piazza, una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, dottor Sammataro, e dal capo di Gabinetto dell’Assessorato alla Salute, avvocato Giuseppe Sgroi. Durante il confronto, definito “importante” dagli organizzatori, sono state illustrate le difficoltà operative e avanzata la richiesta di “maggiore attenzione”, con sollecitazioni su finanziamenti e riorganizzazione tariffaria. Il dottor Sammataro ha comunicato che le istanze saranno trasmesse al Presidente della Regione, Renato Schifani, e ha annunciato l’istituzione di un tavolo permanente di concertazione.

Una delegazione aveva inoltre incontrato in mattinata il Presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno, esponendo le conseguenze dei budget giudicati insufficienti. Il Presidente ha manifestato disponibilità a valutare interventi nell’ambito delle proprie competenze.

Tra le richieste presentate rientrano l’adeguamento dei fondi in base al fabbisogno, l’aggiornamento del tariffario e una revisione dei criteri di riparto. Le sigle promotrici hanno definito la mobilitazione uno strumento per tutelare “il diritto alla cura e la libertà di scelta”. La chiusura straordinaria di molte strutture ha comportato il rinvio di prestazioni non urgenti, mentre restano garantiti gli interventi prioritari.


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