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Unioncamere Sicilia: otto indicatori su dieci sopra la media nazionale

Giuseppe Pace

L’economia siciliana conferma un andamento positivo nei primi mesi del 2026. È quanto emerge dall’analisi congiunturale dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, che colloca l’Isola tra le regioni più dinamiche del Paese. Tra gennaio e marzo il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di imprese è risultato positivo per 638 unità, pari a un tasso di crescita dello 0,15%, mentre gli occupati hanno raggiunto quota 1.189.632. La Sicilia si è così posizionata al terzo posto nazionale per incremento percentuale delle imprese attive e al quarto per valore assoluto.

Il quadro si inserisce in una tendenza già evidenziata nel primo trimestre del 2025, quando il saldo positivo aveva raggiunto 697 imprese. Nello scorso anno il tasso di natalità imprenditoriale è stato del 5,8%, a fronte di una mortalità del 3,95%. Le imprese femminili rappresentano il 24,4% del totale, quelle giovanili l’8,9% e le attività guidate da cittadini stranieri il 6,4%.

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Fra i comparti più dinamici spiccano le imprese innovative, che hanno registrato 3.545 iscrizioni e 600 cessazioni, con un saldo positivo di 2.945 unità. Crescono anche il settore energetico, le strutture ricettive, la programmazione informatica e il mercato immobiliare.

L’analisi dell’Istituto “Guglielmo Tagliacarne”, riferita al periodo marzo 2025-marzo 2026, evidenzia otto indicatori su dieci superiori alla media nazionale. Le startup innovative aumentano del 10,6%, mentre le imprese del Terzo settore crescono del 7,1%. Sul fronte occupazionale gli addetti sono aumentati dello 0,9% tra il 2024 e il 2025 e del 10,3% rispetto al 2021. Nello stesso periodo si registra anche un incremento delle assunzioni nelle imprese extra-agricole (+0,4%), mentre le ore di cassa integrazione diminuiscono del 3,3%.

Segnali positivi arrivano anche da redditi, risparmio e credito. Tra dicembre 2024 e dicembre 2025 i depositi bancari e il risparmio postale sono aumentati del 4,7%, mentre i prestiti alle imprese sono cresciuti del 3%, in controtendenza rispetto al dato nazionale. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici risulta superiore del 14,8% rispetto al 2021, con i redditi da lavoro dipendente aumentati del 19,7%. Anche il mercato immobiliare mostra un incremento delle compravendite, pari al 7% tra il 2024 e il 2025.

Il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace, attribuisce questi risultati alle politiche della Regione Siciliana guidata da Renato Schifani. “Questi dati sono il risultato tangibile delle politiche del governo regionale, che hanno sostenuto l’economia reale e il sistema imprenditoriale, privilegiando anche la sinergia con Unioncamere Sicilia e il sistema camerale”, afferma Pace. Il presidente sottolinea inoltre che “le risorse rese disponibili attraverso i bandi e gli strumenti gestiti da Irfis-FinSicilia e Irca hanno favorito gli investimenti delle imprese”, richiamando anche la crescita del turismo destagionalizzato, della Blue economy, della transizione energetica e degli investimenti nei porti, nelle infrastrutture, negli aeroporti e nel comparto agricolo.


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