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Iacp contro Amam, tre cause vinte e nuove contestazioni sull’Imu

Amam Messina

L’Istituto autonomo case popolari di Messina ha ottenuto tre sentenze favorevoli nelle controversie giudiziarie con Amam, relative a richieste economiche che, secondo quanto riportato, ammontano complessivamente a dieci milioni di euro. L’ente, guidato da Beppe Picciolo, si prepara inoltre a ricorrere in Cassazione contro il Comune di Messina per una controversia riguardante il pagamento dell’Imu.

Secondo una ricognizione effettuata dai legali dell’Iacp, dei tre milioni di euro richiesti da Palazzo Zanca per l’imposta municipale, soltanto 600mila euro sarebbero effettivamente dovuti. La somma riguarderebbe circa 400 immobili destinati ad attività commerciali, mentre per gli altri 4.400 alloggi gestiti dall’Istituto non sussisterebbe, secondo l’ente, alcun obbligo di pagamento.

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Beppe Picciolo

Sul fronte delle controversie con Amam, l’azienda idrica aveva richiesto il pagamento di bollette non saldate dagli assegnatari degli alloggi popolari, relative al periodo compreso tra il 2014 e il 2024. Tre diversi giudici hanno respinto le richieste, l’ultima delle quali esaminata dal giudice monocratico Giuseppe Bonfiglio. Per gli immobili interessati dalle fatture non sarebbe mai stato sottoscritto un contratto scritto tra Iacp e Amam. Nell’ultimo procedimento l’azienda chiedeva circa 80mila euro.

Il presidente dell’Iacp, Beppe Picciolo, ha spiegato che le risorse accantonate per fronteggiare le richieste economiche potranno essere destinate alla manutenzione degli immobili e ad altri interventi nel settore delle politiche abitative. «Queste liti giudiziarie tra Enti non servono alla collettività. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione», ha dichiarato Picciolo, riferendosi anche alla controversia ancora aperta con il Comune sull’Imu.


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