Caso Modena, Codacons: “Serve continuità nelle cure psichiatriche”
L’episodio avvenuto a Modena, dove un’auto è stata lanciata contro alcuni pedoni nel centro cittadino causando diversi feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, riporta al centro del dibattito il tema della salute mentale e dell’assistenza territoriale. Sulla vicenda è intervenuto il Codacons, che ha chiesto un approfondimento non soltanto sul piano investigativo e giudiziario, ma anche su quello sanitario e sociale.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità, il fermato sarebbe un trentunenne italiano di seconda generazione, laureato in Economia, disoccupato e residente nel Modenese, già conosciuto dai servizi di salute mentale. Al momento non sarebbero emersi collegamenti con ambienti estremisti. Saranno gli accertamenti in corso a chiarire motivazioni e responsabilità dell’accaduto.
Il Codacons ha evidenziato la necessità di affrontare il tema delle fragilità psichiche e delle difficoltà del sistema territoriale nel seguire i casi più complessi. L’associazione sottolinea come ricondurre episodi di questo tipo esclusivamente a questioni legate all’immigrazione o alla radicalizzazione rischi di distogliere l’attenzione da problematiche più ampie legate all’interruzione delle cure e alla carenza di supporto sanitario e sociale.
“Il caso di Modena dimostra che il Paese non può continuare ad accorgersi della salute mentale solo quando diventa cronaca nera”, ha dichiarato il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi. L’associazione chiede al Governo e alle Regioni un piano straordinario per il rafforzamento dei Centri di Salute Mentale, con maggiore personale, équipe multidisciplinari e un coordinamento stabile tra servizi sanitari, famiglie e istituzioni.
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